I genitori dei 39 ragazzi iscritti al primo anno dell’indirizzo scientifico del Liceo Jacopone da Todi prendono di nuovo “carta e penna” (qui la loro prima lettera) per spiegare, dopo la risposta del Ministro dell’Istruzione, la situazione che si è venuta a creare e che nel rimpallo delle domande e risposte via stampa può aver disorientato chi legge senza essere direttamente coinvolto nel caso.
Le famiglie prendono atto innanzitutto delle rassicurazioni ricevute dal Preside e dalla Dirigente dell’USR, “seppur soltanto per il tramite degli organi di informazione”, circa la soluzione adottata per il problema dei 39 ragazzi iscritti alla prima liceo scientifico, ma – scrivono – “non ci si può nascondere, tuttavia, che la soluzione dello “sdoppiamento di fatto” mediante l’utilizzo di alcune ore in più assegnate alla scuola dall’USR, non è certo quello che noi genitori chiedevamo, in quanto la seconda sezione del Liceo scientifico a Todi, anche negli anni successivi non sarà mai ufficialmente riconosciuta (tanto è vero che anche quest’anno non risulta riconosciuta l’altra classe della seconda II° Liceo) ed anche negli anni a venire dovranno essere trovate situazioni tampone”.
“Forse – scrivono ancora i genitori della classe in questione – questo è il massimo che si poteva fare, e ne prendiamo atto, ma non certo si può affermare come ha fatto il Ministro su Facebook che il problema era già risolto prima che il caso arrivasse alla ribalta delle cronache. Il problema non è affatto risolto, è stata trovata una soluzione tampone, che ci auguriamo possa garantire ai nostri figli, sia per quest’anno che per gli anni futuri, un sereno e proficuo svolgimento dell’anno scolastico”.
Nella seconda parte della lettera le famiglie lamentano di non essere state adeguatamente tenute al corrente. “Non riteniamo di aver fatto “tanto rumore per nulla”, come dice il Ministro, considerato che proprio verso i genitori dei ragazzi che dovranno frequentare il Liceo, sarebbe stata auspicabile una maggiore informazione e condivisione del problema fin dall’inizio, cioè dal mancato riconoscimento della settima prima classe da parte dell’USR. Non è nostro compito, né nostra intenzione, ricercare le responsabilità che il Ministro sembra adombrare nel suo post su Facebook, ma non ci si venga a dire che il problema non è mai esistito o che era stato risolto prima che montasse la polemica”.
I genitori pertanto chiedono che almeno si dicano le cose come stanno: “il problema esiste, l’Ufficio Scolastico Regionale non riconosce la settima classe che servirebbe al Liceo, quindi è stata trovata una soluzione utilizzando ore di insegnamento a disposizione della scuola. Vogliamo sperare e credere in positivo – è la conclusione delle lettera – ovvero che questa soluzione garantirà ai nostri ragazzi il corretto svolgimento dell’anno scolastico, almeno al pari degli altri studenti che hanno scelto gli altri indirizzi, ma come genitori era doveroso intervenire in questa vicenda per tutelare i diritti dei nostri figli”.









