Apprezzamenti per la personale allestita nella chiesa di San Sebastiano durante le Giornate Massetane
gianni bagli

Le Giornate Massetane appena terminate hanno confermato il valore di una formula che non si ferma solo alla gastronomia e alla musica ma dà spazio anche ad altro, permettendo ai tanti avventori della festa di fruire di interessanti proposte culturali. E’ il caso della mostra del pittori Gianni Bagli, che ha esposto durante la manifestazione nel centro storico di Massa Martana, nella chiesa di San Sebastiano, proponendo dal 6 al 15 agosto una bella antologia della sua produzione.

Gianni Bagli, diplomatosi maestro ceramista nel 1981 presso l’Istituto d’Arte di Deruta, si è successivamente dedicato alla pittura, frequentando presso l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, i corsi di incisione e nudo, presieduti da Bruno Paglialonga e Bruno Orfei.

La passione per la pittura lo ha spinto a frequentare studi di pittori come Giuseppe Gallo, Neel Moore, Patricia Callerami, Roberto Levati ed altri. La sua prima mostra personale risale al 1980. Negli anni successivi ha partecipato a personali e collettive in Italia e all’estero. Fa parte del grupo “E’ Art” coordinato da Raffaele Tarpani.

“Il pittore di Massa Martana – scrive di lui il critico Giovanni Zavarella – è distinto e distante dalle formulazioni pittoriche celebrali e persegue un suo progetto di bellezza che insorge dalla realtà del paesaggio umbro e dalla verità di una piantumazione che si ordina simmetricamente per il tramite di filari di pacifici ulivi e di viti ferrigne”.

Ed ancora. “La bellezza che Bagli cerca e ricerca, con trasporto e sincerità, non ha nulla a che spartire con la lettura razionale. E’ l’esito del sentimento e delle emozioni, a volte delle sensazioni. Ma mai di elaborazioni speculari. E l’osservatore che intercetta il dipinto di Bagli non si pone a fronte della sua risultanza pittorica con spirito analitico. Recepisce la “source” ispiratrice del pittore e gode nel percepire l’onda della propria emozione. E non poco. In tempi in cui la finzione e il virtuale stanno tracimando la bellezza della realtà”.

condividi su: