Partecipato incontro promosso da Confagricoltura a Todi per dibattere dei problemi dell'area, tra cui figurano i danni da fauna selvatica e la riapertura dei bandi agroambientali
foto confagricoltura todi

Poche belle sorprese sotto l’albero di Natale per gli agricoltori del tuderte, che su invito di Confagricoltura si sono riuniti giovedì scorsi nell’aula magna dell’Istituto Agrario di Todi per discutere dei problemi che più attanagliano il settore a livello comprensoriale.
Due gli argomenti sui quali si è sviluppata a lungo la riunione, a cui hanno preso parte una cinquantina di imprenditori agricoli: i danni da fauna selvatica (cinghiali ma anche altre specie) e la richiesta di riapertura dei bandi regionali per le misure agroambientali. Presenti anche il vicesindaco Adriano Ruspolini e Giuseppe Morghetti, membro di Giunta di Confagricoltura Umbria nonchè Presidente della sezione territoriale di Todi.

In riferimento ai danni, le proteste hanno riguardato la mancata applicazione della legge 1/ del 2009. Nello specifico non sono state individuate le aree del territorio regionale nelle quali la presenza di alcune specie, in particolare, cinghiali, nutrie, storni e corvidi è da ritenere incompatibile con l’ecosistema. Non sono stati predisposti i piani previsti per la riduzione delle specie dannose nell’intero territorio regionale, al fine di pervenire ad una loro presenza compatibile con le caratteristiche ambientali, con le esigenze di gestione del patrimonio zootecnico, con la tutela del suolo e delle produzioni zoo-agroforestali e con la prevenzione del rischio sanitario. Di conseguenza, non sono state neanche presentate alla Giunta regionale le relazioni previste entro il 31 dicembre di ogni anno per l’illustrazione dei risultati raggiunti dai piani suddetti, perché in realtà non c’era nessun piano a monte. Una situazione, hanno detto in molti, intollerabile. A riguardo Cristiano Casagrande, direttore di Confagricoltura presente all’incontro, ha illustrato le iniziative intraprese dall’organizzazione di categoria, che ha presentato una diffida formale alla Regione Umbria.

Rispetto ai bandi per i pagamenti agro-ambientali e di agricoltura biologica, il responsabile di zona di Confagricoltura, Stefano Torricelli, ha illustrato la situazione nell’area Todi-Marsciano-Bastardo delle aziende aderenti a Confagricoltura Umbria per quanto riguarda le domande PAC e le domande del PSR misure a superficie nella vecchia e nuova programmazione. Dai dati è emersa una criticità rispetto al PSR misure a superficie: nel comprensorio dal prossimo anno usciranno dal sistema di produzione integrata e bio circa il 51% delle aziende attualmente aderenti (107), per una superficie equivalente di 4.750 ettari.
Sulla questione è intervenuto Giampietro Primieri della Regione Umbria, al cui intervento è seguito un animato dibattito da parte degli mprenditori agricoli, che hanno manifestato la necessità oggettiva della riapertura dei bandi nel 2019 per dare continuità ad un percorso virtuoso di coltivazione integrata e bio iniziato nell’area da oltre 20 anni.

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