Ad un anno dalla sua uscita, il docu-film “Roma Golpe Capitale” del regista Francesco Cordio,un tuderte d’adozione, arriva finalmente a Todi e lo fa nella nuova sala cinematografica del “Nido dell’Aquila”.
Ci arriva proprio mentre per il film sulla caduta di Ignazio Marino si registra una nuova ventata di interesse, quasi che la storia raccontata sia diventata, curiosamente, ancora più attuale di allora, forse anche sull’onda del dibattito interno al Pd in vista delle primarie.
Due le proiezioni in programma (con i sottotitoli in inglese) giovedì 28 febbraio, entrambe alla presenza dell’autore: la prima alle 18:15 e la seconda alle 21:15. A parlare saranno soprattutto le testimonianze, da quella della giornalista Federica Angeli a quella dell’ex procuratore nazionale antimaia Giancarlo Caselli, i quali, elencando uno ad uno i principali atti pubblici del sindaco, introducono i capitoli narrativi che descrivono «tutti i piedi pestati» dal chirurgo.
“Roma Golpe Capitale” è un film indipendente con il quale l’autore ha indagato e descritto il lavoro politico portato avanti con tenacia e risultati tangibili da un non professionista della politica, il cui limite è stato quello di aver preteso di compiere una rivoluzione, avendo contro non solo un sistema articolatissimo di interessi economici ma il suo stesso partito.
Con il piglio e i tratti più del cinema che del documentario, Cordio dipinge il quadro di un’autostrada senza vie d’uscita, dove la corruzione sembra un male ineluttabile e la sua sconfitta un’utopia lontana e irraggiungibile senza i compromessi della politica e degli accordi trasversali.
“Roma. Golpe Capitale” – prodotto da Alfredo e Lorenzo Borrelli per Own Air – è dunque un film politico, nel senso alto e nobile del termine. Al centro della narrazione la storia che ha visto protagonista e vittima al tempo stesso l’ex Sindaco Ignazio Marino. Una storia che si è dipanata sotto i nostri occhi poco più di tre anni fa ma che sembra già appartenere ad un’altra epoca, ad un’altra Repubblica, tanto incredibile appare al termine della proiezione.
A testimoniare l’originalità di questo lavoro, le lunghe fila ai botteghini dei cinema dove è stato proiettato, con numerose repliche fuori programma per soddisfare, città per città, le richieste. Una cosa più unica che rara nella cinematografia attuale.
Il documentario non è un’inchiesta giornalistica, semplicemente perchè non vuole esserlo. “Il film – è stato scritto – prende UNA posizione ma solo perché l’ALTRA posizione, l’altra versione, è l’unica che abbiamo sentito in quei 28 mesi ed era così prepotente e così dilagante che a nessuno è venuto in mente di metterla in dubbio”. Lo ha fatto Cordio, a ferita ancora aperta, dando vita a quello che “è anche un atto d’accusa contro quel giornalismo mainstream che allora, sul finire del 2015, assecondava i giochi di potere interni al Pd e raccontava al grande pubblico una storia che si allontanava dalla realtà a bordo di una Panda rossa”.
E’ stato scritto: “Nel film – godibile, perfino divertente a tratti, dal piglio cinematografico per ritmo, fotografia e musiche, a cominciare dalla canzone che Mannarino compose la notte delle dimissioni poi ritirate del sindaco – Ignazio Marino espone la sua versione dei fatti e racconta i retroscena, sostenuto dai suoi assessori Caudo e Danese, dal capo segreteria Tricarico, dal fondatore del blog Romafaschifo, Tonelli. Il regista però non ne fa un mito: raccoglie e analizza le critiche – quelle serie – descrive i limiti e perfino le ottusità del sindaco”.









