Iniziativa del coro interparrocchiale di Collazzone, Collepepe, Gaglietole, che ha ospitato il coro americano "Wichita Collegiate School" con il direttore Matthew Webber
collazzone concerto

Alle 21 delle idi di marzo (15 marzo n.d.r.), nella bella e mistica Collazzone presso la chiesa arcipretale di San Lorenzo abbiamo assistito ad un soave concerto dal titolo Collazzone & friends in canto che vedeva il coro interparrocchiale (Collazzone, Collepepe, Gaglietole) “Cantate Domino” diretto dal Maestro Don Lorenzo Romagna, ospitare il coro Wichita Collegiate School con il direttore Matthew Webber.

Ha aperto il concerto il coro ospitante eseguendo un repertorio con polifonie classiche, con particolare attenzione al gregoriano, un susseguirsi di Attende domino, Ave verum, Ecce panis, te patrem Summum. Gioiosamente rispondeva con un repertorio a cappella il giovane coro americano formato dal gruppo d’élite Madrigals della scuola collegio Wichita, con Gaudete, Ave Maria, Prayer of the Children, Stand By Me, ma anche con canti francesi o inglesi contemporanei. 

Attraverso la musica, alla presenza di una chiesa piena e plaudente i due cori concludevano una giornata trascorsa assieme, che era cominciata di primo mattino quando una classe terza del liceo assieme alle prof. Giuseppina Cassetta e Elisa Cassetta avevano accolto i componenti del giovane coro americano (trattasi di ragazzi dai dodici ai sedici anni) in una sorta di “gemellaggio” Italia –Usa. Il coro, in tournèe in Europa, era in questi giorni in Italia e si era già esibito a Roma, Firenze, San Gimignano, Venezia, Spoleto. Tra il gruppo dei liceali italiani e quelli americani si è da subito creato un ottimo feeling, così come fra i docenti accompagnatori. Assieme hanno visitato il centro di Collazzone, la meravigliosa abbazia di San Lorenzo e la sua cripta che nei secoli ha ospitato personaggi importanti come il beato Simone da Collazzone, che fulminato da Francesco d’Assisi e dalla sua Regola, abbandonò le ricchezze familiari indossando sin dalla prima adolescenza l’abito dei frati minori. Sempre a S. Lorenzo si ritirò un altro religioso considerato tra i più importanti poeti italiani del medioevo, Jacopone da Todi. Qui, nella luce crepuscolare della cripta romanica della chiesa, confortato dalle preghiere delle damianite francescane, il frate spirò la notte di Natale1306. Nel convento delle suore, ricoperto di rose rampicanti ed edere visse parte dell’infanzia Thadea, figlia non riconosciuta di Carlo V d’Asburgo e di Orsolina della Penna, appartenente alla nobile famiglia perugina degli Arcipreti della Penna.

I due gruppi hanno trascorso momenti di gioia e ampia condivisione e si sono fermati ai Casali del Moraiolo per un momento di convivialità per poi rientrare a Collazzone e prepararsi alla serata corale.

Sicuramente veritiero è il fortunato aforisma di Santo Agostino “chi canta prega due volte” (forse desunto da un passaggio delle Enarrationes in Psalmos, ove il Santo racconta di come egli fu quasi convertito alla fede dalle lacrime sgorgate per la bellezza dei canti ascoltati a Milano, dal suo ‘padre nella Fede’, Sant’Ambrogio); infatti nell’ascolto silenzioso del canto si percepiva un afflato che ha reso per un momento uniti due popoli di due continenti diversi.

 Il Direttore del coro ospite, nel ringraziare i ragazzi, gli insegnanti, il coro e la cittadina che li hanno calorosamente accolti, ha concluso la serata dicendo che i suoi ragazzi hanno voluto cantare Verità, giustizia e pace.

Con queste armonie ancora echeggianti nella mente, plaudiamo a queste iniziative auspicandone ancora tante, ringraziando i ragazzi del liceo e gli insegnanti che hanno reso possibile questa esperienza di “lingua” e di “canto”. 

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