Travaglio politico all'interno del partito in vista del dibattito in aula del 7 maggio: i consiglieri regionali vorrebbero continuare il mandato ma da Calenda e Letta è pollice verso
CATIUSCIA MARINI  REGIONE UMBRIA

La data segnata in rosso in Umbria è quella del 7 maggio, quando in Consiglio regionale si discuterà delle dimissioni della Presidente Catiuscia Marini. Nel Pd regionale l’orientamento sarebbe quello di respingerle, rivendicando l’attività di governo di questi anni per poter portare a termine il mandato.
La Marini avrebbe a quel punto, da statuto, 15 giorni di tempo per ripensarci, ovvero se ritirare le dimissioni o mantenerle, dando il via al conto alla rovescia che prevede che le elezioni si svolgano dentro 90 giorni (ma è improbabile che si svolgano prima di ottobre, vista la concomitanza con l’estate).

Negli ultimi giorni diverse voci, raccolte da giornali nazionali, hanno ipotizzato che la Marini potrebbe decidere di restare al suo posto, nonostante abbia più volte pubblicamente dichiarato che la sua decisione sia definitiva.
Tornare indietro, derubricando tutto a semplice tatticismo, al di là di quel che pensano i consiglieri regionali di maggioranza, non farebbe certo bene al partito nella considerazione dell’opinione pubblica, visto quanto si continua ad apprendere dalle intercettazioni e le ricadute negative che la vicenda sta avendo a livello nazionale.

Intanto da alti esponenti del Pd continuano ad arrivare segnali chiari. L’ex ministro Carlo Calenda, ospite mercoledì sera di “Porta a Porta”, ha ribadito davanti a Bruno Vespa la sua dura presa di posizione nei confronti della Marini, parlando di responsabilità politiche al di là di quelle giudiziarie.
Anche l’ex Premier Enrico Letta, nei giorni scorsi, ha espresso dalla schermi di Sky Tg24 pieno appoggio al segretario Zingaretti per aver chiesto le dimissioni della Marini.

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