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Tre liste con provenienza sociale, culturale e politica molto diversa, ma con un programma costruito insieme con l'obiettivo di cambiare il modo di amministrare il Comune
sergio pezzanera

Fino a qualche mese fa nessuno avrebbe pensato a Sergio Pezzanera come possibile Sindaco di Marsciano. Chi lo frequentava, giurava che, seppur animato da grande impegno civico, non avrebbe accettato proposte in tal senso. Invece, in poco più di due mesi, l’ipotesi non solo si è concretizzata ma va prendendo quota.

Sergio Pezzanera, insomma, da outsider a favorito?
La destra probabilmente è ancora percepita, per la prima volta nella sua storia, come favorita, ma di sicuro la situazione è del tutto nuova per Marsciano. I nostri avversari – nessuno escluso – hanno dentro le proprie liste personaggi di primo piano che hanno amministrato questi anni Marsciano. Prima erano solo ipotesi, ora sappiamo con certezza che siamo l’unica forza che non ha dentro ex-amministratori, ma solo persone con grande esperienza in campi diversi, questo può essere un ulteriore stimolo a votarci e a portarci alla guida dell’Amministrazione“.

Le tre liste a sostegno della candidatura vedono presenti 49 persone di diversa estrazione politica e sociale. Cosa le unisce?
È vero abbiamo provenienza sociale, culturale e politica molto diversa, ma ciò non ci ha impedito di ritrovarci attorno ad un tavolo per condividere in pieno un programma costruito insieme. Anzi le nostre differenze sono la forza di questo programma: rispecchia le tante diversità, ma anche l’idea comune su come amministrare il nostro territorio“.

D’accordo, ma quali sono le differenze tra le liste?
Le 3 liste sono diverse per conformazione e finalità, ma hanno l’identica idea di cambiamento rispetto alla tradizionale forma di amministrazione, ma anche rispetto all’odio e alla paura che si stanno affacciando su Marsciano. Frazioni Unite rivolge l’attenzione al vasto territorio che non si sente parte integrante del Comune; Altra Marsciano mette al servizio di tutti la sua esperienza politica, frutto di anni di opposizione costruttiva; la lista che porta il mio nome, la freschezza di un progetto nuovo“.

Centro storico, quartieri e frazioni con un territorio esteso ed eterogeneo: come si tiene assieme e si sviluppa questo quadro?
Centro storico, quartieri e frazioni possono vedere ciascuna il proprio sviluppo e la propria riqualificazione solo se la – nostra – nuova amministrazione saprà mettere in campo un progetto unitario per tutti. Sono tante le idee in campo per riconsegnare loro fiducia e speranza. Una serie di percorsi e servizi integrati tra loro che mettano in collegamento il centro con la periferia, strade ciclabili che uniscano le frazioni promuovendo tutto il buono che c’è in ogni angolo del comune, prodotti locali facilmente individuabili e fruibili da chi frequenta il territorio. Marsciano va fatta conoscere (anche agli stessi marscianesi), va rilanciata e deve tornare ad essere un territorio dove ci si possa sentire a casa. Lo possiamo fare solo attraverso idee nuove, eppure semplici come un costante monitoraggio ambientale e una diversa idea urbanistica della città.

Si parla tanto di partecipazione: qual è la vostra posizione in merito?
Occorre ricreare prima di tutto il senso di comunità, il tessuto sociale che a Marsciano in questi anni ha subito notevoli strappi. In primo luogo occorre che tutti abbiano la possibilità di incidere attivamente nella crescita del nostro comune. Va creato ad esempio un regolamento comunale che obblighi la Giunta ed il Consiglio a discutere le proposte dei cittadini. La chiave della partecipazione è l’incontro e la costante presenza nel territorio. Anche per questo pensiamo che il potenziamento dell’offerta degli uffici comunali già presenti a Spina – con nuove attrezzature informatiche e personale presente almeno due giorni a settimana – sia un servizio di vitale importanza per tutto il nord“.

Cosa non ha funzionato in questi anni nell’Amministrazione comunale?
La cosa peggiore di questi anni è stata la disaffezione crescente dei cittadini, la lontananza siderale che si avverte tra capoluogo e frazioni e la costante sensazione che il comune abbia oramai dato il meglio di sé, ferito dalle emergenze ambientali e dentro a un declino industriale. Si possono fare innumerevoli iniziative a costo zero e con poche risorse, soprattutto per riaccendere l’entusiasmo dei cittadini. Altre necessitano di impegni finanziari importanti, per i quali non basterà forse l’intera legislatura”.

Quali sono i vostri obiettivi prioritari?
“Ricostruire un tessuto industriale dinamico e al passo coi tempi; dotare la struttura comunale di risorse in grado si dare una risposta tempestiva alle realtà produttive che riescono a reggere la sfida del mercato dentro ad una crisi infinita; stabilizzare il polo professionale e meccatronico per creare nuovi profili lavorativi; mantenere alta, nell’innovazione, la qualità della nostra offerta scolastica Liceale; sostenere e rafforzare l’offerta culturale, musicale e ricreativa del territorio; accompagnare la riconversione agricola verso uno stile sostenibile; potenziare i fondi del sociale per aiutare chiunque si trovi in difficoltàTutto ciò nella più assoluta trasparenza. Bandi e concorsi saranno gestiti in modo da affidare i lavori, le convezioni e gli incarichi ai soggetti più competenti, indipendentemente da qualunque altra considerazione. Ogni soggetto, che sia cittadino, impresa o associazione, dovrà avere la certezza di avere le medesime opportunità e i medesimi diritti di tutti gli altri“.

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