Il consigliere politico della governatrice, al momento dimissionaria, avrebbe ammesso la consegna delle prove ad alcuni dei candidati raccomandati ai concorsi
La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini durante una conferenza stampa, Perugia, 13 aprile 2019.  ANSA/Gianluigi Basilietti

Nuovi guai per Catiuscia Marini, presidente già dimissionaria della Regione Umbria, il cui Consiglio regionale è chiamato a dibatterle il prossimo 7 maggio. Mentre continua a circolare l’ipotesi che la maggioranza possa chiederle di ritirarle e di andare avanti, possibilità che sta comunque lacerando il partito a livello locale, è di oggi la notizia che il consigliere politico della governatrice, Valentino Valentini, abbia ammesso di aver consegnato per conto della Marini le buste con le domande di alcuni concorsi a dei candidati evidentemente dalla stessa raccomandati.

La “confessione” di uno dei più stretti collaboratori della presidente è datata 12 aprile, il giorno degli arresti. Negli uffici della Procura, Valentini viene ascoltato dai pm come testimone e persona informata dei fatti e non come direttamente indagato. “La presidente Catiuscia Marini mi disse di prendere i documenti che aveva Emilio Duca e di consegnarli a tale Marisa. Avevo capito che il dg dell’ospedale mi aveva consegnato le prove di un concorso. Ho preso la busta e ho chiesto alla mia collega Sonia Monaldi di chiamare Marisa affinché venisse a ritirarla”. In altre due o tre occasioni la “procedura” si sarebbe ripetuta, anche se non in presenza della Presidente ma attraverso altri suoi collaboratori diretti.

Le ammissioni, pesanti per il ruolo di primo piano occupato da Valentino Valentini, si aggiungono alle intercettazioni agli atti, nelle quali il nome della Marini viene fatto più volte dal direttore generale Emilio Duca, attualmente agli arresti domiciliari.

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