Fa discutere il posizionamento di ulteriori "parigine" anche in prossimità di monumenti come le fonti di Scarnabecco
Vignetta Todi 12-06-19

Amministrare una città non è certamente un’impresa facile. Tanto più è arduo governare un centro storico dove le soluzioni dei problemi cittadini debbono necessariamente conciliarsi con il rispetto dovuto ai beni storico-culturali che non solo rappresentano la memoria storica della comunità ma costituiscono anche l’elemento essenziale dell’offerta turistica.

Purtroppo, sebbene questo dovrebbe essere il criterio guida di ogni buon amministratore, non si può dire che esso sia stato seguito nell’intervento effettuato in questi giorni presso le Fonti Scarnabecco.

Da tempo l’area antistante le Fonti era protetta da alcuni “panettoni” che svolgevano egregiamente il loro ruolo: impedivano il parcheggio delle auto senza creare un impatto eccessivamente marcato nei confronti della struttura architettonica, sia per le loro limitate dimensioni sia per la colorazione che ben si adattava alla tonalità prevalente in quell’area.

Ma l’incontenibile “sindrome da birillite acuta” che sembra essersi impadronita dei nostri amministratori non si è fermata neanche davanti alle storiche Fonti Scarnabecco perché i “panettoni” sono stati incautamente sostituiti con dei birilli metallici di colore scuro, la cui unica caratteristica qualificante è l’essere esteticamente brutti; infatti, con la loro ferrigna proiezione verticale si contrappongono, alterandone gravemente la visibilità, all’elegante slancio delle colonne medievali che sostengono gli archi della fontana.

È sufficiente guardare le foto del luogo prima e dopo l’intervento per valutarne gli effetti:

La speranza è che gli amministratori, almeno quelli in cui il buon gusto non sia del tutto offuscato, diano segni di resipiscenza ripristinando la situazione precedente.

Purtroppo, però, la “sindrome da birillite acuta” non ha colpito soltanto la Fonte Scarnabecco, anzi sta manifestando i suoi effetti epidemici in vari luoghi della città. Da via Ciuffelli l’epidemia si è estesa a Piazza Umberto I° davanti al monumento di Jacopone, agli spazi di fronte al Teatro comunale, all’area antistante la sede del Liceo in via Roma, finanche al monumento di Garibaldi e poi chissà dov’altro ancora…

Fra l’altro, come nel caso del Teatro comunale e del monumento di Jacopone, i birilli dovrebbero sostituire le attuali fioriere che svolgono efficacemente e gradevolmente la funzione di dissuasori di sosta.
S
embra quasi che con l’impianto diffuso dei birilli si voglia proporre un nuovo modello urbano: la città come pista di bowling.

 

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