Mi è capitato di leggere su Facebook il comunicato stampa del Sindaco sul trasporto pubblico locale che, dal 7 luglio, ha subito una consistente, ma si spera temporanea limitazione. La notizia dei tagli annunciati dalla Regione, rimbalzata anche a Todi, ha provocato fra gli utenti del servizio agitazione e preoccupazione. L’accordo raggiunto fra il Comune di Todi e Busitalia, di cui veniamo edotti anche attraverso i social, non ha eliminato del tutto i disagi paventati tant’è che alcune zone, anche piuttosto scomode, restano per ore, completamente isolate, per cui ci si chiede se, nel percorso seguito, vi sarebbe stata anche la possibilità di addivenire ad una misura ben più risolutiva.
Non è affatto mia intenzione minimizzare o svilire un intervento a favore dei cittadini che, per giunta, in questo caso, coincidono anche con i meno “attrezzati” e, tra l’altro, posta in essere per rimediare almeno in parte ad una situazione pregiudizievole riferibile ad altri. Ma il tono trionfalistico di quello che, più che un comunicato informativo, somiglia ad un proclama elettorale è decisamente inaccettabile viste anche le varie criticità che attanagliano la nostra città e sulle quali incombe la responsabilità di chi adesso si loda.
La politica del vanto, ormai di rito in molti comunicati del centrodestra, aggiunge ora alla banalità anche la sfrontatezza che arriva a sostituire, in un comunicato ufficiale, la dicitura “Comune di Todi” con quella di “La città più vivibile del mondo”. È uno slogan che non funziona più né con i cittadini né con i turisti che, in questi giorni, dopo una breve visita, sembrano cercare altrove un soggiorno più lungo.
A chi ci amministra, prudenza ed obiettività consiglierebbero, infatti, di abbandonare la campagna della facile réclame per concentrarsi, finalmente, su una programmazione, ad oggi assente in molti settori, idonea a far crescere Todi e a migliorare le condizioni di vita di chi ci abita e di chi ci lavora.
Se l’ascolto dei cittadini come singoli o come portatori di interessi di categoria, non costituisce un elemento essenziale nella composizione dell’azione amministrativa, le scelte calate dall’alto saranno difficilmente comprensibili, condivisibili solo da pochi e del tutto inefficaci per individuare e risolvere le problematiche della collettività. Basterebbe, infatti, sintonizzarsi con la città per rendersi conto che il disagio di chi è alle prese con la nuova raccolta differenziata non è figlio delle “solite lamentele” o dell’inciviltà delle persone, ma costituisce, invece, una reale criticità su cui dover lavorare.
L’aver fatto coincidere, ad esempio, la nuova attività di raccolta con il periodo estivo ha, di fatto, aggravato le conseguenze fisiologiche del rodaggio necessario per mettere a punto il sistema, come si è evidenziato, in modo particolare, nel centro storico già, di per sé, poco adatto al cambiamento.
Lì, il numero insufficiente degli ecobox, la cadenza degli svuotamenti, i criteri preposti alla assegnazione delle chiavi, che, in qualche caso, costringono gli utenti a trasportare a mano i sacchetti percorrendo scale, scalette, vicoli ripidi anche in presenza di postazioni più comode, ci continuano a consegnare, a tratti, l’immagine di una città dove si pratica il deprecato abbandono del sacco. Non è certo un bel biglietto da visita per Todi.
Anche la sbrigativa informazione fornita alla cittadinanza non è stata di grande aiuto, né gli strumenti messi a disposizione per permettere di differenziare correttamente i rifiuti, come l’app che si scarica sullo smartphone, potranno essere facilmente utilizzati da tutti gli utenti.
Nella “città più vivibile del mondo” le erbe infestanti regnano sovrane in molti vicoli del centro storico in costante compagnia del fogliame e degli escrementi di piccioni ormai stabilmente dimoranti sul colle di Todi. Né i paletti, né i divieti, né le chiusure che hanno scoraggiato o impedito alle auto di salire in centro e allontanato mendicanti e profughi, hanno potuto ostacolare il loro svolazzare. Visto che sulla piazza hanno già individuato nuove probabili fonti di approvvigionamento, mentre sperano che anche altre se ne possano aggiungere, ringraziano quella che per loro è davvero la città più vivibile del mondo.

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