Il gruppo consiliare di minoranza “Insieme per Monte Castello di Vibio”, nell’ultimo consiglio comunale svolto, ha richiesto ed ottenuto di discutere un ordine del giorno in merito all’ipotesi di chiusura del punto nascita di Pantalla. L’ordine del giorno è stato poi condiviso anche dalla maggioranza ed approvato all’unanimità.

Il gruppo “Insieme per Monte Castello di Vibio” è, infatti, particolarmente preoccupato dalle recenti notizie riportate dagli organi di stampa dell’imminente chiusura del punto nascita dell’ospedale comprensoriale, struttura inaugurata appena otto anni fa e che avrebbe dovuto segnare  la fine di un’era e l’apertura di una nuova epoca sanitaria per i comuni della zona e per una popolazione di circa  60.000 abitanti.

Dal 2011 si sarebbe dovuto investire a livello di dotazione di moderne tecnologie e di adeguate risorse professionali, sul fronte dei collegamenti infrastrutturali e su quello della riorganizzazione dei servizi sul territorio. Invece, dall’inaugurazione a oggi,  gli amministratori, anche locali,  di qualsiasi colore politico, non si sono sufficientemente adoperati per far rispettare i buoni propositi iniziali. È quindi giunto il momento di aprire  una nuova stagione e proporre a tutti i Consigli Comunali del distretto (Collazzone, Deruta, Fratta Todina, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, San Venanzo e Todi) che nel prossimo consiglio comunale comprensoriale aperto, a quanto sembra già convocato, ci sia un confronto serio per affrontare la programmazione futura del nostro ospedale facendo fronte comune tra tutti i comuni interessati.

Per quanto riguarda il punto nascita ci deve essere un impegno fra tutte le forze politiche per chiedere al governo attuale di modificare gli standard per la valutazione dei punti nascita. 

Da una dichiarazione rilasciata in data 29 luglio dal commissario straordinario della USL Umbria 1, Luca Lavazza, la situazione relativa al punto nascita, nonostante una proroga per tutto il mese di agosto, rimane sospesa ma ci tiene a sottolineare “non certo per carenza di personale”. Quindi se il personale c’è e la struttura è idonea si modifichino gli standard e non si chiedano ancora sacrifici ai cittadini in termini di maggiori distanze da percorrere e servizi a cui rinunciare.

Il nostro distretto, con circa 60.000 abitanti, risulta quarto per numero di abitanti, dei sei distretti facenti parte della USL Umbria 1 e quindi non sarebbe giusto che alcuni servizi dovremmo rassegnarci e perderli.

Dobbiamo lavorare per smontare la logica del grande accentramento e dei grandi numeri perché tutto funziona meglio e perché tutto costa meno. Dobbiamo rispondere con forza che non sempre è così.

Possiamo pretendere investimenti sul nostro ospedale, in quanto  struttura moderna comodamente ubicata lungo un’arteria stradale importante come la E45, a metà strada tra Perugia e Terni,  e per questo gli investimenti futuri dovranno essere mirati solo alla valorizzazione delle figure professionali affinché l’ospedale possa essere utilizzato anche da utenti di fuori distretto.

Inoltre dobbiamo batterci per un Pronto soccorso efficiente e strutturato per qualsiasi emergenza e per fare della struttura un sicuro riferimento per i tanti cittadini anziani che, percorrendo pochi chilometri, possono contare su una assistenza certa e organizzata.

Un complesso che nei fine settimana, visto il modificarsi della figura del medico di famiglia, può e deve sopperire anche alle tante richieste di interventi sulla persona.

Dobbiamo difendere il nostro ospedale non solo per i servizi sanitari di eccellenza e per i servizi in generale ai nostri cittadini ma anche perché è un volano insostituibile per la nostra economia locale, per le tante attività collegate e per i posti di lavoro che potrà garantire in futuro anche ai giovani e per l’aiuto che può dare per evitare lo spopolamento del nostro territorio.

Come gruppo consiliare di minoranza ci rivolgiamo al Sindaco di Monte Castello di Vibio e al capogruppo di maggioranza ed a tutti i consiglieri affinché condividano le problematiche del nostro Ospedale comprensoriale e condividano l’ipotesi di partecipare al Consiglio Comunale aperto, coinvolgendo tutte le forze politiche per il tramite dei propri capigruppo in C.C., affinché tutti si possano esprimere in modo univoco; naturalmente chiediamo il coinvolgimento  di tutte le forze sociali e sindacali presenti nel comprensorio affinché ci sia un forte dibattito politico e sociale e non una semplice presa di posizione di routine. Non ci dobbiamo accontentare. Dobbiamo dare voce ai nostri cittadini e smontare la logica del risparmio a qualsiasi costo e sempre a discapito dei più deboli.

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