Dal 7 luglio scorso sono in vigore i tagli al trasporto pubblico locale e al trasporto urbano decisi dalla Regione Umbria e attuati da Bus Italia con la riduzione delle corse dei bus extraurbani, che realizzano i collegamenti tra le città e i paesi dell’Umbria, e anche dei bus che garantiscono il diritto alla mobilità nelle città.

Anche a Todi i cittadini stanno vivendo disagi e limitazioni nel proprio diritto alla mobilità senza che il Comune, al di là dei proclami iniziali su presunti interventi migliorativi delle proposte avanzate da Bus Italia nella nostra città, che in realtà non ci sono stati, abbia preso una vera iniziativa in favore delle fasce più deboli della popolazione che, notoriamente, sono quelle che più utilizzano il servizio di trasporto pubblico urbano.

La scelta di tagliare per la situazione di crisi finanziaria del servizio, anziché procedere a una riorganizzazione dei servizi concordata con comunità e imprese, è stata giustamente criticata da forze sindacali, associazioni di categoria, consumatori e istituzioni coinvolte, loro malgrado, nei tagli, ma il problema resta e non ha trovato soluzione. Anzi, consapevoli che la situazione dovrebbe risolversi con l’inizio dell’anno scolastico l’amministrazione comunale si è supinamente adeguata ai tagli imposti.

E così persone con invalidità, anziani, giovani privi di patente, dei quali, chi amministra un comprensorio vasto come il nostro non può non tenere conto, vivono una condizione in questa estate calda paragonabile a quella degli anni sessanta.

Se abiti in centro città o nelle località collegate dai bus gialli del trasporto urbano, per esempio Collevalenza e Pian di Porto, o vuoi salire in Piazza da fuori le mura, per fare servizi o commissioni, andare dal medico o in farmacia, scopri che puoi farlo la mattina presto e che devi restare a spasso l’intera mattinata, perché le prime corse dopo quelle delle nove di mattina, riprendono intorno a mezzogiorno, un buco di tre ore! La musica non cambia nel pomeriggio. Una toppa peggiore del buco! Perché? Perchè la “soluzione” individuata dall’amministrazione comunale è stata quella di accettare i tagli imposti senza prendere alcuna iniziativa.

Il Sindaco e la Giunta a guida leghista erano informati da tempo sulla questione, ciò che avrebbero dovuto fare, a nostro parere, sarebbe stato finanziare le corse tagliate per i due mesi estivi, ricordiamo, infatti, che la competenza nella programmazione e gestione del trasporto urbano spetta al Comune. Sarebbero bastati quindici-ventimila euro per garantire il mantenimento delle corse urbane. Ma come sappiamo si trovano soldi per cene e festicciole, pochi per i servizi che interessano i cittadini.

C’era tutto il tempo (Sindaco e Giunta erano informati da Maggio della crisi che si prospettava) per riorganizzare il servizio tenendo conto delle esigenze dei più deboli, magari anche coinvolgendo le associazioni di volontariato, per creare sinergie in grado di garantire il servizio che sarebbe venuto a mancare.  Perché non si può essere fieri che chi deve recarsi per una visita medica al centro multi servizi dell’ex ospedale sia costretto ad attendere anche tre ore il primo mezzo utile per tornare a casa! Non è una questione di costi, le risorse ci sono, manca soltanto quello che fino a oggi ha contraddistinto negativamente l’attuale amministrazione: alte grida per denunciare ciò che non va, ma poca capacità di governo dei problemi e, soprattutto, niente capacità di ascolto e sensibilità verso i più deboli!

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