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Il Movimento per la Vita di Todi si stringe al dolore per la grande perdita di Paola Marozzi Bonzi, scomparsa nel tardo pomeriggio di venerdì 9 agosto.

Senza arrenderci come ha fatto lei, ci accingiamo a muovere i primi passi per aprire anche noi il primo Centro di aiuto alla vita di Todi, che speriamo sia luce per tutte quelle donne in difficoltà affinché trovino in noi un aiuto concreto e il coraggio necessario per scegliere sempre la vita.

Coraggiosa, garbata, intraprendente, dolce, tenace, appassionata e sempre pronta ad essere lei stessa grembo per quelle mamme tentate dall’aborto per una gravidanza difficile o inattesa”, ha scritto di lei Marina Casini Bandini, presidente del Movimento per la Vita.

Paola Bonzi era nata nel Mantovano nel 1943 ma è sempre vissuta a Milano con la famiglia. Dopo il diploma magistrale sono seguite specializzazioni per insegnare ai bambini con ritardo mentale, poi corsi per consulente familiare e quattro anni d’Istituto superiore di scienze religiose. Ma l’insegnamento non era abbastanza per lei.

Ripeteva spesso che la sua luce era «ridare il sorriso alle mamme» e non erano solo parole, per lei, che perse la vista a poco più di vent’anni, da poco divenuta madre della sua prima figlia.
Successivamente all’entrata in vigore della legge sull’interruzione volontaria della gravidanza (1978) Paola si attivò per stare accanto alle donne: erano anni difficili, in cui la presenza dei volontari era mal tollerata. Ma lei non si fermava davanti a nessuna difficoltà. Per la sua abnegazione nel 2013 le era stato assegnato l’Ambrogino d’oro, la più prestigiosa benemerenza civica milanese.

A Milano, nel 1984, aveva fondato il primo Centro di aiuto alla vita che abbia mai potuto trovare sede in un ospedale, presso la clinica Mangiagalli dove passano migliaia di donne ogni anno, tante con un carico di difficoltà e di dolore. Dal suo impegno e dal lavoro incessante affrontato insieme ai suoi collaboratori sono stati salvati dall’aborto dal 1984 ad oggi, 22.633 bambini che oggi crescono e vivono grazie a un “sì” coraggioso.

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