Sembra che Umbra Acque non abbia completato il potenziamento del serbatoio perché la costruzione di servizio sarebbe stata incautamente realizzata su proprietà privata
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C’é del mistero attorno al serbatoio di Canonica. Se uso la parola mistero qualche ragione c’è. Nel bosco della frazione, alle spalle del convento che è stato dimora di Piero Dorazio, un grande serbatoio di Umbra Acque rifornisce l’abitato di Canonica, le case di Mannella e la frazione di Pontecuti.

Più di un anno fa, Umbra Acque ha affiancato al grande serbatoio una costruzione più piccola, nella quale organizzare una più efficace distribuzione dell’acqua, per togliere di mezzo l’intrico di tubi che non offrono un bello spettacolo di efficienza. Curve, raccordi, innesti, chiavi di arresto, tutti di un bel colore azzurro, sono stati montati all’interno del nuovo manufatto e aspettano di fare il loro servizio.

E’ passato un anno e dal “troppo pieno” del grande serbatoio c’è sempre un’abbondante caduta di acqua che danneggia la strada, quella – per intenderci – che ha una piccola gloria, essendo stata percorsa da Garibaldi e Anita nel lasciare Todi per Orvieto, caduta la repubblica romana.

Voci del luogo sostengono che Umbra Acque non ha potuto completare i lavori perché la piccola costruzione di servizio sarebbe stata incautamente realizzata su proprietà privata e all’insaputa della stessa.

Se la causa del blocco dei lavori è quella che la voce di paese riferisce, e cioè che la proprietà violata avrebbe attivato strumenti giuridici di opposizione, viene da pensare ad anni di contesa. Con le cose lasciate così, a metà. Una brutta figura per Umbra Acque e di riflesso una brutta figura per l’Amministrazione comunale.

Il Sindaco di Todi e l’assessore Primieri hanno la professionalità e le conoscenze per investigare. E il potere per intervenire se ritenessero danneggiati gli interessi del Comune, e anche quelli di noi, piccoli utenti di rubinetto.

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