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Il presidente della Seconda Commissione consiliare, Carla Casciari (Pd), ha chiesto un approfondimento sulla situazione post sisma, che vede al momento autorizzati solo 580 cantieri su 1.471 richieste
Norcia basilica

Un approfondimento sulla ricostruzione a tre anni dal sisma che ha colpito il centro Italia e che ha visto coinvolti molti comuni umbri. È quanto chiesto dal presidente della Seconda Commissione consiliare, Carla Casciari (Pd), durante l’illustrazione del Defr (Documento di economia e finanza regionale) 2020-2022, avvenuta questa mattina in Prima Commissione.

“Ad oggi – afferma Casciari – risultano pervenute 1471 istanze di ricostruzione privata e di queste 580 cantieri sono stati autorizzati. I dati sono stati resi noti nel Report, redatto dal vice Commissario straordinario del sisma e dall’Ufficio speciale regionale, e presentati sabato scorso presso il Centro regionale di Protezione civile a tre anni dalla prima scossa del 24 agosto 2016. Il dato preoccupante però è che di progetti ne sono attesi, stando alle previsioni, 13mila 560 e quindi solo poco più del 4 per cento dei cantieri, tra ricostruzione leggera e pesante, sembra essere stato autorizzato. Ritengo necessario, sebbene nella situazione di ordinaria amministrazione, di condurre un approfondimento nella Commissione da me presieduta per mettere in luce le criticità accennate dal presidente Fabio Paparelli e le priorità burocratiche e amministrative da proporre di nuovo al Governo per una ricostruzione che si muova tra agilità e legalità”.

“Da questo documento, inoltre – spiega Casciari – si evince che sono state 139 le domande presentate per le richieste di danno pesante residenziale e di queste solo 21 sono state accolte, 3 respinte e 115 sono in lavorazione. Leggendo questi numeri, ritengo necessario un approfondimento per capire le tempistiche necessarie per la conclusione della lavorazione delle domande presentate e l’iter dei lavori. Solo così si potrebbe avere un quadro completo della situazione e dell’impegno economico necessario, dando informazioni, il più precise possibile, a chi con questo sisma ha perso non solo la propria casa, strappandolo alle sue abitudini quotidiane e alla sua serenità, ma anche i ricordi di una vita che – conclude – nella maggioranza dei casi, è stata vissuta nello stesso luogo”.

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