In Prima Commissione regionale si lavora per portare all’approvazione il Defr 2020-2022, che delinea gli indirizzi strategici della Regione per i prossimi tre anni
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Ha preso il via in Prima Commissione, presieduta da Andrea Smacchi, l’iter per l’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa del Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2020-2022, predisposto dalla Giunta.

Quella di ieri è stata una illustrazione prettamente tecnica del documento a cui seguiranno altre due riunioni alle quali verranno invitati a partecipare, per approfondimenti politici e tematici, il presidente della Giunta regionale Fabio Paparelli e gli assessori Fernanda Cecchini e Giuseppe Chianella. Incontri che il presidente Smacchi, di concerto con tutti i commissari presenti alla riunione, ha previsto nell’arco delle due prossime settimane.

Il Documento di Economia e Finanza regionale (Defr) 2020-2022 delinea gli indirizzi strategici della Regione presentando, alla luce dell’attuale situazione politico istituzionale, che chiuderà la legislatura entro il 2019, una formulazione più sintetica, limitata all’individuazione delle azioni di fine legislatura e alla descrizione delle principali attività che sconfineranno oltre la scadenza elettorale, interessando il 2020. Il documento consente la predisposizione del Bilancio regionale 2020-2022, ma lascia la definizione di scelte strategiche di carattere pluriennale all’attenzione della prossima legislatura. Viene mantenuta la distinzione per macro aree di intervento nell’ambito delle quali definire le attività prioritarie da ricondurre alle missioni e ai programmi di bilancio. Un tema trasversale, che abbraccia tutte le missioni e programmi in cui si esplica l’attività regionale, riguarda la politica di coesione finanziata con le risorse dell’Unione Europea.

Il Defr di quest’anno – come hanno sottolineato i tecnici dell’assessorato presenti alla riunione – ha dunque un profilo prettamente istituzionale. Viene evidenziato un quadro della situazione generale dell’economia umbra prendendo soprattutto in considerazione i documenti predisposti dalla sede regionale della Banca d’Italia rispetto al quadro della situazione economica e sociale. Previsto il tradizionale capitolo sugli indirizzi di programmazione che, in questa edizione, si caratterizza in una formulazione particolarmente sintetica e che si limita alle questioni fondamentali che per effetto di trascinamento sono tipicamente azioni di fine legislatura. Rispetto al Defr precedente viene prevista l’introduzione di una parte che dà conto delle attività da fare già nel 2019, ma anche e soprattutto nel 2020 in relazione alla definizione della nuova programmazione comunitaria 2021-2027, lasciando le scelte politiche alla nuova Assemblea legislativa. Nel documento viene mantenuta una aggregazione rispetto alle cinque aree di riferimento: istituzionale, economica, territoriale, culturale e sociale.

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