“Questo non è il parco di Beverly Pepper ma il parco dei tuderti, con la speranza che la comunità tuderte sia sempre più aperta a guardare oltre quello che si vede. Spero che abbia sempre più immaginazione e creatività, che non resti ancorata alla storia ma la sposi creando pagine nuove di bellezza. Auspico sempre più coraggio“.
Sono le parole scelte dall’artista Beverly Pepper per presentare l’inaugurazione del percorso di opere donate alla città di Todi e installate fra il Tempio della Consolazione e il parco della Rocca. Un’inaugurazione baciata dal sole e da una folla di persone interessante, incuriosite ed emozionate, a partire dallo stesso Sindaco Antonino Ruggiano, la cui voce sul finire dell’intervento di apertura ha vibrato di sincera partecipazione.
C’era Todi sul piazzale del Parco della Rocca. Todi che non equivale ai soli tuderti. C’era la comunità di stranieri che hanno scelto la città come loro seconda patria. C’era la comunità di artisti che fanno base qui e che qui trovano linfa per la loro ispirazione. C’era l’informazione locale e quella nazionale e specializzata. C’erano le famiglie con i bambini, affascinati o indifferenti alla novità, consapevoli che da oggi il parco e la città sono più belli e più ricchi. E che, per dirla con la Pepper, “Todi ha creato – con coraggio – pagine nuove di bellezza”.
“Lavorando all’installazione delle mie opere – ha dichiarato la Pepper, assente alla cerimonia (l’artista ha 97 anni) – ho cercato di rispettare la natura di questo spazio, la sua storia. Deve essere un luogo dove i giovani e le famiglie hanno passato e passeranno il loro tempo, dove la gente del luogo deve continuare a riconoscersi e utilizzarlo nel quotidiano. Questa è la funziona sociale dell’arte e ci tengo moltissimo”.
“L’area di intervento – spiega l’architetto Paolo Luccioni, che ha diretto i lavori – interessa una parte significativa del parco della Rocca, che dalla Chiesa di San Fortunato si estende attraverso un percorso che comprende il Mastio della Rocca e l’ambito naturalistico del viale della Serpentina, fino al bramantesco tempio di Santa Maria della Consolazione.
Il progetto si caratterizza per l’installazione delle sculture che Beverly ha donato alla città, da lei scelta come seconda casa. Con Beverly è stato condotto uno studio dettagliato delle visuali e della situazione orografica per individuare i siti più idonei per posizionare ogni scultura secondo il concetto base della ricerca tematica che l’artista ha da sempre condotto: il rapporto con il luogo, sia esso naturalistico che urbano, l’integrazione-interazione tra l’opera/contesto/paesaggio.
Il percorso può essere affrontato nei due sensi senza che ne siano alterati gli aspetti artistico e scientifico. I protagonisti del parco e del percorso sono la scalinata di San Fortunato, le mura medievali, il Mastio della Rocca, il tempio della Consolazione.
Le sculture dialogano e si coniugano con essi. Il Mastio segna lo snodo del parco con le visuali verso la città murata ed il percorso naturalistico lungo il viale della Serpentina, dove le opere di Beverly si richiamano l’un con l’altra e sono in costante relazione visiva con il paesaggio e con la cupola della Consolazione”.













