L’acqua è un bene comune e come tale il suo uso e la sua distribuzione devono essere regolati e controllati dai poteri pubblici. A tale riguardo c’è stato anche un referendum che ha visto prevalere nettamente la tesi di chi sosteneva la gestione pubblica della risorsa idrica.

Europa Verde e il Movimento delle Idee e del fare ribadiscono questa loro ferma convinzione. Si impegnano a mettere in campo ogni possibile iniziativa per evitare che la società Umbria Acque, che gestisce la distribuzione dell’acqua su gran parte del territorio umbro, passi in mano ai privati come alcune voci di questi ultimi giorni sembrerebbero avallare. Chiediamo ai Comuni che insieme detengono la maggioranza nella società Umbria Acque di non cedere le loro quote al privato e  alla soc. Acea, e di mettere in campo un piano pluriennale di rifacimento della rete idrica obsoleta che possa recuperare gran parte delle perdite idriche ammontanti oggi a oltre il 30%.

L’acqua è un bene prezioso, esauribile, è un bene che appartiene alla comunità e la sua gestione non può essere messa in mano a chi ha interessi speculativi o a chi potrebbe farne un uso di ricatto politico. Su questo chiediamo a tutti gli amministratori pubblico che siano di maggioranza o di minoranza di fare fronte unico per respingere ogni tentativo di privatizzazione di questa risorsa. E contestualmente a tutti i cittadini di impegnarsi nel nostro ruolo di controllo che lo spirito referendario venga attuato fino in fondo. Nei prossimi giorni metteremo in campo tutte le iniziative politiche e di società civile per difendere l’acqua come bene pubblico in Umbria.

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