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Il suo fondatore, Alessandro Ortenzi, si divide tra la sede a Pantalla e i Paesi esteri: clienti sono dimore nelle località più esclusive, interni di yacht, imbarcazioni d’epoca e alberghi che puntano all'unicità
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La realtà economica tuderte non è asfittica come spesso viene descritta. Nel mare indistinto di innegabili difficoltà, ci sono realtà imprenditoriali che hanno saputo “cambiare marcia”, individuando nuove filosofie e mercati.
E’ il caso, ad esempio, di Palazzo Morelli, un “contractor generale di finiture specializzato in superfici e arredi su misura per progetti ad alto contenuto di design”. L’azienda, nata nel 2006 con la mission di “valorizzare le maestranze artigiane, accordandole con prodotti e servizi innovativi per architetti, interior designer e committenti privati”, ha la sua sede a Pantalla e contatti di lavoro in tutto il mondo.

“Ho voluto dare vita ad una azienda audace formata da persone con doti speciali di immaginazione, creatività pratica e capacità di spingersi oltre i limiti per inventare soluzioni innovative dove tutti dicono che non è possibile”: è la filosofia riassunta dal fondatore Alessandro Ortenzi (nella foto, a sinistra): “Palazzo Morelli è una mente attiva, propositiva e sempre pronta a confrontarsi con la complessità. E una mano sicura che sceglie, lavora e assembla la materia per dare sostanza ai sogni a occhi aperti dei clienti”.

Il marmo e la pietra, il legno e il parquet, la terracotta e gli smalti, fino al mosaico artistico: sono diverse le direttrici sulle quali si sviluppa un’offerta nella quale trionfa l’artigianato made in Italy, il quale non esclude una armonica convivenza con la tecnologia. È il caso del waterjet, che grazie al taglio di precisione realizzato con un getto d’acqua permette la realizzazione di complessi, raffinati e originali intarsi, arabeschi, composizioni geometriche e floreali, sempre rigorosamente assemblate e finite a mano dai maestri artigiani. Progettisti, falegnami, marmisti, fabbri, tappezzieri, tinteggiatori e installatori concorrono così al percorso che porta da un disegno realizzato su misura del cliente a una soluzione “sartoriale” per la messa in opera.

Si realizza così quello che viene definito “un incontro tra la cultura italiana dell’abitare e la cultura del vivere di una clientela esigente e cosmopolita”, connubio che dall’esperienza di Todi raggiunge diversi angoli del mondo per impreziosire dimore nelle località più belle ed esclusive, interni di yacht di nuova costruzione, imbarcazioni d’epoca dal fascino senza tempo e dettagli unici per alberghi che si vogliono caratterizzare per unicità. Una dimensione internazionale confermata, appunto, dalle sedi sparse per il mondo

Non manca una rete di partner con aziende che permettono di fornire al cliente soluzioni complete. Non manca un occhio all’ambiente: “tutti i processi sono sottoposti a costante aggiornamento per migliorare l’utilizzo delle risorse, il riciclo dei materiali di scarto e l’efficienza energetica della produzione”, affermano da Palazzo Morelli: “Guardiamo alla filiera con la consapevolezza che sostenibilità e competitività fanno parte di un unico paradigma, di una modalità evoluta di intendere l’impresa e il benessere generato dal progresso”.

Il rientro a Todi, dopo ogni viaggio, è ricco di esperienze da raccontare, nuovi progetti da coltivare e relazioni umane da custodire” – confida Alessandro Ortenzi, sottolineando il legame profondo con il territorio, che resta saldo nonostante una sempre più spiccata proiezione internazionale dell’attività. Lo spazio espositivo di Todi rimane così “l’essenza del concetto di lusso firmato Palazzo Morelli”. Le superfici e le soluzioni di arredo qui raccolte sono “il risultato di una selezione minuziosa di materiali, processi di lavorazione e finitura, con lo show room che vuole essere un viaggio permanente verso soluzioni inedite, grazie al lavoro di ricerca e sperimentazione”.

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