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Un gruppo di genitori dell'Istituto omnicomprensivo "Salvatorelli-Moneta" di Marsciano si oppone alla decisione assunta dal Consiglio di Istituto: "la didattica viene danneggiata, è solo una questione economica"
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La “settimana corta” a scuola viene sempre più spesso presentata dagli istituti come una conquista e un miglioramento del servizio ai ragazzi e alle famiglie. Ma è davvero così? Passata la moda e l’infatuazione, in molti si stanno accorgendo che, forse, di “miglioramento didattico e formativo” c’è ben poco.

Succede anche a Marsciano, dove alcune famiglie dell’istituto omnicomprensivo “Salvatorelli-Moneta” di Marsciano hanno promosso una petizione per chiedere “chiarimenti e delucidazioni in merito alla comunicazione pubblicata nella bacheca del registro elettronico e alla Deliberazione del Commissario Straordinario risultante dal verbale n. 1 del 28/01/2020 in merito al Progetto settimana corta”.

Con la settimana corta, da tempo oggetto anche di sentenze a favore e contro (siamo in Italia d’altra parte), si allunga l’orario delle lezioni per accorciare il numero di giorni. Piace alle scuole, perché riescono così a risparmiare sui costi del riscaldamento e del personale. La “settimana corta” incontra anche il favore di quei docenti e quelle famiglie che preferiscono avere il sabato libero; ma ha anche incontrato molti oppositori in quei docenti, genitori e studenti che ritengono sia dannosa per il processo formativo ed il benessere degli studenti.

I sottoscrittori marscianesi manifestano la loro opposizione a tale decisione e richiedono la sospensione della delibera citata. “Tale opposizione – si legge nella lettera – è dettata dalla convinzione che il sondaggio svolto non ha lo stesso valore di una votazione vera e propria ed è stato condotto in maniera poco accurata, sicura e trasparente. Molti genitori, infatti, non hanno espresso la loro opinione ed altri hanno espresso più volte la loro idea. Un sondaggio condotto con tale metodo – viene spiegato – non consente il confronto tra i vari soggetti coinvolti e non è rappresentativo della reale opinione di tutti i genitori”.

I sottoscrittori evidenziano le criticità di tale scelta e chiedono un’assemblea pubblica che coinvolga i genitori e gli insegnanti al fine di consentire un confronto diretto tra i soggetti interessati al ‘progetto’ ed una votazione vera fatta con mezzi tradizionali.
La seria preoccupazione espressa dai genitori è sulla opportunità e proficuità di concentrare troppe ore di lezione ogni giorno. “

Già attualmente – scrivono – l’ultima ora di lezione della mattinata viene considerata spesso improduttiva, figuriamoci aggiungerne un’altra soprattutto quando la fame degli adolescenti si comincia a far sentire. Per non parlare poi del carico dei compiti pomeridiani che sono già spesso numerosi: con l’aumento delle lezioni della mattina si avrà un ulteriore appesantimento. Che dire poi di chi pratica sport o frequenta corsi di ampliamento dell’offerta formativa (Musica, Teatro, ECDL …). Per non parlare poi di chi ha delle difficoltà e deve recuperare e correre dietro a tante materie da studiare ogni giorno.

Chissà – si chiedono in molti – se il motore che spinge a questo tipo di scelta è magari di tipo puramente economico e di comodo e quindi più rispondente alle scelte degli adulti piuttosto che attento ai bisogni reali dei bambini e dei ragazzi?
A Marsciano si vuole riaprire il dibattito. Non sarebbe male che la stessa riflessione, partecipata alle comunità scolastiche, venga riaperta anche altrove.

Nel frattempo, magari, nelle scuole si potrebbe iniziare ad evitare di mettere la parola “progetto” davanti a qualsiasi iniziativa, anche la più banale e ripetitiva.
Magari così si aiuterebbero i ragazzi ad iniziare a confrontarsi con il valore della complessità che è dietro una vera progettazione. E ad evitare che qualcuno si senta un “genio” mentre porta gli studenti al “progetto aria aperta”.
Fatto questo, il passo successivo potrebbe essere addirittura quello di ridare senso ad altre parole: tipo le ore di insegnamento da 50 minuti!

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