Ho appreso con grande soddisfazione la notizia della non riapertura dell’inceneritore: Terni biomassa, che potrebbe essere un nuovo passo verso la purificazione ambientale della conca.
L’inceneritore Terni-biomassa è un impianto vecchio, un ex pirolizzatore che fu riconvertito, o almeno questo fu il tentativo, a termovalorizzatore dalla Tozzi. Un impianto che ha avuto sempre grossi problemi di funzionamento, soprattutto legati al rispetto dei limiti degli inquinanti al camino. Controlli, adempimenti ambientali, adeguamenti hanno portato oggi alla chiusura, o meglio alla non riapertura.
In molti oggi gridano vittoria tentando di appropriarsi dei meriti ma occorre sottolineare il fatto che in realtà stiamo semplicemente assistendo ad una scelta industriale di una azienda che non ha più intenzione di investire su un impianto problematico, un impianto senza prospettive economiche e che probabilmente l’evoluzione tecnologica ha reso meno efficiente e produttivo, il tutto al netto di agevolazioni statali sempre in agguato che potrebbero riaprire la partita.
In passato ho partecipato io stesso alle manifestazioni cittadine pur essendo sempre stato contrario allo sterile ammainare di bandiere in favore di un obiettivo comune, un atteggiamento banale nel tentativo di sterilizzare posizioni politiche antagoniste, mentre sarebbe stato preferibile issare quei vessilli intorno ad un soggetto politico allora efficace ma oggi praticamente spompato.
L’unica certezza è che l’amministrazione Latini ha espresso ufficialmente il suo indirizzo rispetto ad impianti di questo tipo e in modo lapidario con il suo parere negativo”, quindi più di vecchie battaglie e ricorsi amministrativi, se qualcosa ha fatto davvero cambiare idea all’azienda è stata anche la posizione dell’attuale giunta ternana.
Ora la città resta in attesa di due avvenimenti: lo smontaggio dell’impianto Terni-biomassa e la chiusura dell’inceneritore ACEA targato 5 Stelle (Giunta Raggi). Ma questa è un’altra storia.








