In questi drammatici giorni, non per chi se ne può stare in casa tranquillo e magari a stipendio pieno, ma per i pazienti di coranavirus ricoverati o a casa e per quei pazienti che dovrebbero essere ricoverati per altri interventi ed invece debbono starsene a casa, per tutti coloro che sono in prima linea: dottori, infermieri, personale ausiliario forze dell’ordine, il personale dei supermercati ecc..

Chi ci guida ed ha i poteri per prendere decisioni utili oggi ha grandissime responsabilità; non é certo questo il momento di sollevare polveroni, ma non possiamo nemmeno tacere quello che secondo noi non va. In un Paese, un po’ indisciplinato certo, ma che é noto per la sua inventiva stupisce che a tutt’oggi dobbiamo elemosinare e, quando ci riusciamo, pagare profumatamente queste benedette mascherine. Chi preposto, in primis Angelo Borrelli a tutt’oggi non é riuscito e trovare chi, nel nostro Paese, abbia il genio e l’abilità di produrle.

Mancano anche camici da indossare e questo sorprende ancora di più perché noi italiani siamo conosciuti nel mondo per la nostra abilità nella sartoria. Niente é facile, ma ripetere all’infinito, quasi tutte le sere in conferenza stampa, che i paesi importanti hanno deciso di delegare a Cina, India; Vietnam, Pakistan e non so a chi altro la produzione di queste mascherine, mi sembra sinceramente un po poco. Mobilitiamo intelligenze e capacità affinché chi deve usare la mascherina, il camice, i guanti li abbia.

Ieri sera seguendo un programma televisivo (Piazzapulita) un infermiere ha detto che, per mancanza di ricambi di mascherine, quando inizia il turno se la mette e a quel punto non può più ne mangiare ne bere. Tutto ciò é inaccettabile in un Paese che ha enormi capacità in settori strategici, non ultimo le armi. Chi legge quanto da me scritto se ne ha la possibilità sollevi questi problemi anche su giornali e tv.

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