In questi giorni di grave emergenza ci arrivano ripetute segnalazioni da parte dei lavoratori dalle fabbriche, dagli uffici e dai supermercati della Media Valle del Tevere sul mancato rispetto delle norme e procedure di sicurezza per i lavoratori. Dalla ormai cronica mancanza di dispositivi di protezione al non rispetto delle distanze minime, fino alla inesistenza delle sanificazioni degli ambienti di lavoro.
Ribadiamo che riteniamo pericolosissimo costringere i lavoratori a recarsi al lavoro in queste condizioni. La salute di operai, tecnici, impiegati ed artigiani vale quanto quella di tutti gli altri cittadini ed i profitti di industriali e grandi datori di lavoro non possono giustificare il rischio a cui vengono sottoposti.
Giusto garantire la produzione alimentare, la filiera agricola ed energetica, oltre tutto ciò che può essere di supporto alla sanità pubblica.
Incredibile invece che restino aperte aziende che producono prodotti non essenziali nell’immediato rischiando la salute dei dipendenti, di coloro che lavorano nell’indotto ed indirettamente quella di tutta la comunità.
Ridicolo è poi che aziende che si avvalgono con grande frequenza di cassa integrazione e ammortizzatori sociali ritengano invece ora di dover necessariamente mantenere alti livelli di produzione per prodotti che non hanno attualmente nessun mercato. Non vorremmo che si cerchi di riempire i magazzini per poi chiedere la cassa integrazione quando invece si dovrà ripartire.
Chiediamo rispetto e dignità per tutti i lavoratori. Restare a casa sia un dovere ma anche un diritto di tutti, basta con fare utili sulla pelle dei lavoratori, in emergenza e non.









