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I fondi sono stati ripartiti in proporzione rispetto alla popolazione residente, tra i dodici Comuni che hanno problemi di alta tensione abitativa; circa 20 mila euro al comune di Todi
case popolari

Su proposta dell’assessore regionale alle politiche abitative Enrico Melasecche, la Giunta regionale dell’Umbria, nella seduta di oggi, mercoledì 25 marzo, ha provveduto ad assegnare ai comuni ad alta tensione abitativa oltre 670mila euro, che potranno essere destinati a favore degli inquilini “morosi incolpevoli”.

“Era un provvedimento molto atteso – ha affermato l’assessore Melasecche – nei dodici comuni umbri che sono alle prese con questi casi così delicati. Si tratta di un fondo destinato a coloro che sono locatari di immobili di proprietà privata e che, successivamente alla stipula del contratto di locazione, si sono trovati in una condizione di impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo, a causa della perdita o di una consistente riduzione della capacità reddituale dovuta a licenziamento, escluso quello per giustificato motivo soggettivo e per dimissioni volontarie; accordi sindacali o aziendali con consistente riduzione dell’orario di lavoro; cassa integrazione ordinaria o straordinaria; mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;  collocazione in stato di mobilità; cessazione di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da causa di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente; malattia grave, infortunio o invalidità di uno dei componenti il nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche o assistenziali ed infine  decesso o trasferimento per separazione legale del componente il nucleo familiare unico percettore di reddito.

Le risorse assegnate alla Regione Umbria per il 2019 ammontano a complessivi 670.791,29 euro – ha sottolineato l’assessore – che abbiamo ripartito in proporzione rispetto alla popolazione residente, tra i dodici Comuni che hanno problemi di alta tensione abitativa. Adesso ovviamente i Comuni – ha concluso Melasecche -, con le procedure previste dalla Legge, potranno individuare i nuclei familiari ai quali destinare questi contributi e dare così un sostegno importante, soprattutto in un momento  di crisi così difficile come è quello che stiamo vivendo”.

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