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In questo periodo siamo spronati, nella consapevolezza di stare tutti sulla stessa barca, a remare insieme in un’ unica direzione avendo chiaro il fine che è quello di lottare e sconfiggere il coronavirus.
Il richiamo all’unità e alla solidarietà, perché ognuno faccia la sua parte nella guerra non dichiarata, fa appello alla nostra coscienza di uomini e di cittadini a cui corrisponde l’osservanza di un imperativo morale e diun precetto normativo.
La premessa è fatta a scanso di equivoci perché, pur limitati nella nostra libertà e confinati dentro ad un recinto, siamo ancora capaci di valutare ciò che va nella direzione comune e ciò che se ne distanzia, tanto da autorizzarci a rompere quel moralismo ipocrita che ci vorrebbe far tacere anche di fronte alle note stonate.
Le dichiarazioni del Vicesindaco Ruspolini, apparse, qualche giorno fa, mi impediscono, infatti, di essere politically correct, di osservare la regola del silenzio che la gravissima emergenza che stiamo vivendo imporrebbe, perché suonano come un campanello di allarme che si aggiunge e rinforza le preoccupazioni, già espresse, sul destino del presidio ospedaliero della MVT all’indomani dall’emergenza e che, ora, si estendono ancheall’intero sistema sanitario dell’Umbria.
Il Vicesindaco, che sta svolgendo con impegno e dedizione la funzione pubblica di cui è titolare, insieme a tante altre persone scese, anche come volontari, in prima linea, ha ritenuto di allargare le “sue competenze” prendendo una precisa  posizione sulle passate gestioni della santità umbra,  secondo lui tutta da ripensare, anche in termini di razionalizzazione delle risorse, cominciando con il taglio degli AFT bollati come inutili ed inutilizzati dai cittadini.
Tale intervento, ci preoccupa e non poco perché introduce, in piena emergenza, un tema del tutto estraneo alle problematiche sorte con il diffondersi della pandemia, la riconversione dell’Ospedale di Pantalla ed il prezioso impegno profuso della task force della protezione civile coordinata dal vicesindaco del Comune di Todi.
L’elemento fortemente indiziario dell’esistenza di una regia che sta lavorando ad un progetto più ampio, non limitato al presidio ospedaliero della MVT, che porterà ad un sostanziale impoverimento del sistema sanitario pubblico regionale, è rintracciabile sia in riferimento all’autore del comunicato sia nella tempistica scelta per la sua divulgazione.
Non poco, infatti, ci sorprende che un amministratore comunale, privo di specifiche cognizioni e competenze in materia, si avventuri, con tanta sicurezza, a fornire analisi e soluzioni per un radicale cambiamento della sanità umbra in un momento di grave emergenza quando dovrebbe essere esattamente l’opposto.
Non è corretto esprimere una valutazione di quella natura in una situazione straordinaria, come quella che ci ha investito che, in Umbria, al momento, è ben contenuta.
Il giudizio fortemente negativo espresso da Ruspolini non solo è del tutto strumentale ma è anche smentito dalla certificazione del Ministero della Salute secondo la quale, alla fine del 2019, la qualità del sistema sanitario della nostra regione risulta essere ancora tra le migliori in Italia.
Più in particolare, non si comprende come mai si è proposta la soppressione del servizio AFT, rivelatosi molto funzionale proprio per l’immediata e continua assistenza medica fornita all’utente, invece di assicurarsi che l’adottata riconversione dell’Ospedale di Pantalla sia temporanea, giustificata esclusivamente dall’emergenza in atto.
Non abbiamo sentito spendere nemmeno una parola, volta a tranquillizzare i cittadini, dopo la soppressione dei servizi sanitari  territoriali dovuta alla chiusura del Pronto Soccorso e della totale interdizione dell’ospedale di Pantalla ai pazienti non affetti da Covit 19.
Non c’è stata risposta neppure alle numerose voci di dissenso espresse pubblicamente anche da autorevoli esponenti del centrodestra.
Trovano, così, conferma i dubbi e le perplessità sul ruolo effettivo del vicesindaco che appare, in questo frangente, più il portavoce tuderte della Lega e della Presidente Tesei, sempre più orientata a smantellare la sanità pubblica regionale in favore di quella privata come, in effetti, dichiarato da quest’ultima in campagna elettorale.
Del resto, questo modo di agire non è una novità. Anche in un recente passato, in occasione della difesa del tribunale tuderte, abbiamo constatato che il Sindaco Ruggiano, anziché tutelare le esigenze del territorio e dei cittadini, ha preferito essere in linea con i progetti dei propri referenti politici.

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