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A tre lustri dalla sua scomparsa, potrebbe finalmente vedere la luce l'esposizione permanente prevista dal Maestro con un lascito testamentario a favore del Comune
dorazio

Il 17 maggio di 15 anni fa moriva in ospedale a Perugia, a 77 anni, Piero Dorazio, uno dei padri dell’astrattismo italiano. Si era trasferito a Todi nel 1973, nella frazione di Canonica, in un ex eremo camaldolese, che aveva ristrutturato ed era diventato il suo studio e la sua residenza principale.

Alla sua morte, all’apertura del ” “testamento olografo del Maestro pittore Piero D’Orazio, in arte Dorazio”, controfirmato dagli eredi Allegra, Angela e Justin D’Orazio, da due testimoni e dal notaio di Todi Fabio Arrivi, emerse che il Comune di Todi figurava nel testamento come sede della Fondazione Flaminia Todi con un prestito ventennale di 35 suoi dipinti.

La Fondazione, sempre secondo il mandato testamentario, avrebbe dovuta essere creata e gestita con un finanziamento iniziale di 400 mila euro. Dopo tre lustri, duranti i quali si sono ricorsi carte bollate, denunce e processi, nel 2015  si arrivò ad un’intesa che avrebbe finalmente potuto sbloccare la situazione. Altri cinque anni sono però passati invano.

Da notizie ufficiose, però, sembra che i tempi siano finalmente maturi. L’esposizione permanente dedicata a Dorazio potrebbe vedere finalmente la luce. Ci sta lavorando l’Amministrazione comunale che, stando ai si dice, avrebbe individuato come sede della mostra e della Fondazione la torre del Palazzo dei Priori, che verrebbe così ristrutturata. Si tratta di un’ipotesi, che potrebbe trovare finanziamento in un bando pubblicato di recente dal GAL della media valle del Tevere.

In passato si era parlato come possibili sedi del Monastero delle Lucrezie e, poi, anche del Palazzo del Vignola. Altre ipotesi, appunto, che sarebbero tramontate a favore di una collocazione altrettanto prestigiose. Se son rose fioriranno. E il Maestro potrà finalmente trovare esaudite le sue volontà a favore della Todi che aveva tanto amato.

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