Condividi su facebook
Condividi su twitter

Egregio Sig. Adriano Ruspolini, con riferimento alle dichiarazioni rilasciate consenta alcune puntualizzazioni. Prima di tutto benvenuto nel dibattito. Lei dichiara: “Ho letto con attenzione l’ampio dibattito che si è svolto, soprattutto tramite i social network relativamente al presente e al futuro dell’Ospedale.”

Forse, non ha letto con la sufficiente attenzione un dibattito che l’ha vista assente fino ad oggi. Mostra compiacimento per questo attaccamento, poi lancia bordate, come al solito nel mucchio ad ulteriore dimostrazione di non avere letto così attentamente come dichiara, e afferma: “Tuttavia mi preme mettere in guardia dal pericolo di eccessivo allarmismo e di una puntuale disinformazione che qualche “leone da tastiera” comodamente seduto sul divano e nascosto tra la folla (seppur virtuale) si diverte a lanciare.”

Tra i qualche “leone da tastiera” c’è il sottoscritto, al quale lei fa velato riferimento, altrimenti non potrebbe dichiarare “qualche” visto che costoro sono in 4.400. Elemento che attraverso una lettura più attenta avrebbe potuto rilevare.

Mette in guardia chi? da cosa? Ah, “dall’eccessivo allarmismo”. E secondo lei cittadini che pongono domande per comprendere del futuro dei Servizi dell’Ospedale è fare allarmismo? Ha provato a dirlo a tutti quei cittadini che si fanno centinaia di km per una visita o si recano a Perugia (dialisi) per il calvario (per me non è terapia e cura), e mi fermo qui per fare due esempi ma si potrebbe continuare a lungo.Anche in questo caso con una “reale attenta lettura” avrebbe rilevato. Disagio sul quale nella sua dichiarazione non rilevo alcun cenno, nemmeno delle semplici scuse, per il disagio creato.

Oltre “allarmismo” faremmo disinformazione.

Noi, o meglio il sottoscritto,ha informazioni corrette verificate più volte prima di essere pubblicate, lei?

Non le sorge il dubbio chequesto suo concetto di disinformazione potrebbe anche essere causato dall’assenza di quella che lei definirebbe “informazione corretta”?

Se i soggetti deputati a fornire tali informazioni avessero provveduto a rispondere puntualmente alle prime domande, fornito indicazioni su come gestire al meglio i servizi, etc. Si sarebbe evitata o ridotta quella che LEI definisce disinformazione.

Lei ha la verità? La dica e la documenti.

Visto e considerato che, come Lei dichiara, in questi mesi ha interloquito “costruttivamente” con la Regione sarebbe cosi gentile da rendere noti questi risultati costruttivi?

Mi limito a quanto strettamente richiesto dalle istanze presentate dal gruppo di “leoni da tastiera”, istanze regolarmente trasmesse e protocollate dal Comune e dalla Regione? Perché non si è attivato settimane fa quando il dibattito era già bello che acceso e aveva i documenti? Poteva farlo sui media tranquillamente.

Ma no!Preferisce farlo ora sparando nel mucchio. Si assuma le sue responsabilità indicando con nome e cognome a chi si riferisce. I nostri sono TUTTI pubblici. E NON “banalizza in squallidi giochi delle parti” perché non abbiamo parti e poca voglia di giocare sulla nostra salute, mi creda.

Infine, mi consenta, forse lei non è avvezzo ai social (visto che le sue pagine facebook sono ferme dal 2017 periodo in cui le sono servite e molto, ma ora demonizzate) e forse non ha ben chiari i DPCM pubblicati.

Si è posta la domanda perché siamo “leoni da tastiera” (definizione dispregiativa a mio dire) e che lei etichetta con dire con altrettanta terminologia dispregiativa “seduto sul divano e nascosto tra la folla”? No?

Allora glielo spiego. NON SI POTEVA USCIRE DI CASA!E l’unica opportunità per far sentire la nostra voce era quella del mondo social e nessuno è “nascosto tra la folla”.

Per cui, se si rivolge al gruppo e quindi ai 4.400 cittadini desiderosi di sapere cosa fare della propria salute, lo faccia con maggior rispetto e considerazione.

Se anziché tramite social fossimo venuti sotto il Comune in 4.000 saremmo stati leoni da Piazza? Pecore? Cosa? Forse avrebbe tenuto un atteggiamento ben diverso.

Oppure il suo risveglio è effetto della proclamata manifestazione programmata per il 2 giugno?

Infine, lei riporta: “A questo, si aggiunga che è di sabato scorso la notizia che il personale medico ed infermieristico del reparto Anestesia dell’ospedale di Pantalla inizierà un percorso di formazione presso l’Ospedale di Padova e di altri Ospedali umbri dove sono presenti Reparti di Rianimazione.”

Però non indica se tale azione riguarda la T.I. Covidhospital o T.I. ospedaliera No Covid? Se, qualora, tale formazione riguardasse Covid hospital Pantalla, come mai fino ad oggi si è operato in emergenza virus senza T.I.?

Ecco. Quello che si chiede sono risposte concrete e precise alle tante paure dei cittadini, semplici cittadini, a cui interessa poco la dialettica ma molto la sostanza, si chiede rispetto.

Attendiamo risposte da poveri leoni da tastiera.

 

condividi su:

Condividi su facebook
Condividi su twitter