Caro Sindaco,

di salami, come li chiami tu, ne sto vedendo tanti, decisamente troppi. Non è ammissibile vedere questo, non è ammissibile perché dobbiamo essere cittadini responsabili se vogliamo tornare alla “nostra” vita, non abbiamo altra scelta, ce lo hai ricordato spesso tu in questo periodo. Giovedì sera con mio marito abbiamo fatto una piccola passeggiata dalla Consolazione verso la piazza e, se fino a qualche giorno fa ero fiduciosa e fiera dei tuderti (di quasi tutti i tuderti, ma si sa, la perfezione non è di questo mondo!), ieri ho visto un bel mucchio di salami… un assembramento di salami per dirla alla Covid-maniera!
Ragazzi, più o meno giovani, che bivaccavano senza osservare la minima regola di distanziamento sociale, che esibivano (mai termine fu più appropriato!) mascherine sotto al mento se non sventolate alla maniera “io ce l’ho, sto a posto!”. Ieri sera la scena si ripete. Noi usciamo per la nostra solita passeggiata serale ed ecco qua che nei pressi di ben due locali (non uno come la sera precedente!) vediamo gruppi di ragazzi che indisturbati fanno il porco comodo, è proprio il caso di chiamarlo così. Ok, Todi è Covid-free, Todi non ha casi da fine marzo, a Todi siamo stati bravi (e fortunati aggiungerei io!), ma ora a Todi ci stiamo comportando male.
Ci mancano i nostri amici, il nostro fidanzato e la nostra fidanzata, le serate in loro compagnia quando l’aria si fa più tiepida, ma questo non può autorizzarci ad avere un tale comportamento. Ora dobbiamo essere ligi alle regole che questa bestia ci ha imposto e continua ad imporci se non vogliamo trovarci all’improvviso punto e a capo.
La nostra salute non ammette bravate, per lo meno non in questo momento. Vedere una cosa del genere mi fa rabbia. Mi fa rabbia perché in questi mesi ho osservato in maniera scrupolosa la quarantena, con tutti i sacrifici che questa mi ha imposto.Non sono stata brava, ho fatto semplicemente il mio dovere di cittadino. Mi fa rabbia perché vediamo ogni giorno al telegiornale persone morire e non ci rendiamo conto che potrebbe essere un nostro caro o che potremmo essere noi. Mi fa rabbia perchè sono un’infermiera e penso ogni giorno ai miei colleghi cheassistono i malati con la frustrazione di combattere una lotta impari…ammesso che riescano a tornare a casa dai loro cari.
Mi fa rabbia perché vorrei spiegare a questi cittadini irresponsabili (un eufemismo per utilizzare termini civili!) che dalla parte del paziente si sta scomodi, che in quel letto di rianimazione perdiamo la nostra dignità e ci sentiamo come vermi (e parlo avendolo provato di recente sulla mia pelle!). Non possiamo continuare a pensare di essere invincibili, continuare a fare come vogliamo “perchè tanto succede sempre agli altri”. Siamo stati fortunati (non so se questo sia il termine adatto), ora non dobbiamo approfittarcene.

 

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