È difficile credere che l’amministrazione regionale che dovrebbe tutelare i propri concittadini, metta invece a repentaglio la vita dei più deboli. Questo è quello che significa tagliare i finanziamenti alle gravi disabilità: rendere impossibile la vita di intere famiglie!

Quando una patologia spaventosa come la SLA (sclerosi laterale amiotrofica) o altre patologie gravemente invalidanti e degenerative attaccano un soggetto, a soffrirne non è solo la persona colpita ma tutta la sua famiglia. La vita diventa pesante ed insostenibile, le esigenze sono innumerevoli e non hanno orari, non c’è riposo, non c’è festa e non c’è vacanza. Le famiglie necessitano di aiuto concreto per poter condividere con la persona amata il peso della malattia. Possiamo solo immaginare quanto costi ad un soggetto gravare sulla propria famiglia ma chi è affetto da queste patologie non ha altra scelta. I caregiver danno la loro vita per fornire l’assistenza migliore: si riinventano, studiano ed imparano a gestire anche le situazioni più complesse ma non possono affrontare tutto da soli. I finanziamenti sono necessari, permettono la sopravvivenza dei malati e delle loro famiglie.

Quasi tutte le disabilità sono acquisite nel corso della vita, tutti speriamo che non capiti mai a noi, ma nessuno ne è immune: proteggere i diritti delle disabilità significa proteggere l’intera popolazione. I tagli ai finanziamenti ci riguardano tutti, ognuno di noi si deve indignare per quanto approvato dalla regione e ha l’obbligo civile e morale di opporsi ad una tale decisione. Impossibile comprendere cosa significhi dipendere totalmente dagli altri, difficoltoso è immaginare quanto possa essere debilitante assistere qualcuno che dipenda totalmente da te.

Vedere il proprio amato trasformarsi, rimanendo intrappolato in un corpo che non risponde, è terribile; non essere compresi ed essere abbandonati da chi dovrebbe amministrare il territorio per la tutela comune, è inammissibile. Illusoria è l’idea che il più debole sia sempre l’altro, reale è la consapevolezza che tutelare la disabilità significa tutelare tutti noi. I malati sono pronti a scendere in piazza nonostante le difficoltà logistiche e mettendo a repentaglio la loro incolumità, consapevoli che senza fondi non avrebbero comunque futuro. Se l’attuale amministrazione può vantare di aver attaccato una gestione sanitaria spesso corrotta dettata dall’opposto schieramento politico, riempendosi la bocca di “chiarezza e meritocrazia”, ora vanta di aver chiuso i canali a chi più di tutti merita sostegno. Prima i più deboli! 

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