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Intervista al direttore de "Le Guide di Repubblica", iniziativa editoriale che non si è fermata: 50 le pubblicazioni previste nel 2020, di cui 5 in Umbria, regione ai cui luoghi della natura e del silenzio è dedicata l'edizione in uscita ad agosto
cerasa guide repubblica

L’estate è il tempo del turismo per eccellenza. Lo è anche in questo 2020 funestato dal Coronavirus. Seppur con tutte le conseguenze (e le cautele) del caso, gli italiani hanno ripreso a spostarsi, a visitare città, a soggiornare fuori casa.
Il comparto vive una situazione del tutto inedita della quale si potrà fare consuntivi solo più avanti. Intanto, però, vi sono osservatori e osservatori privilegiati che possono aiutare ad una prima analisi del fenomeno e dell’andamento della stagione. Tra questi figurano “Le Guide di Repubblica”, primaria iniziativa editoriale che ha come direttore Giuseppe Cerasa, (a sinistra nella foto mentre intervista il sottosegretario all’ambiente Roberto Morassut), di stanza in Umbria da quasi trent’anni e quindi “abbordabile” anche per TamTam. Lo abbiamo incontrato ed ha risposto alle nostre domande.

L’Umbria (e non solo), l’Italia (e non solo) sono alla prese con la crisi, anche del comparto turistico, indotta dal Coronavirus: come direttore delle “Guide di Repubblica” come sta vedendo la ripartenza, cosa si registra in giro per l’Italia, con quali differenti dinamiche?
Ci sono segnali incoraggianti, con le imprese che stanno dimostrando una grande capacità di rimettersi in gioco, adottando strategie nuove e una flessibilità insospettata. Gli stranieri non ci sono, ma il settore ha saputo adattare il prodotto al nuovo contesto. Di contro c’è il rischio che la riapertura generalizzata possa comportare una ricaduta nell’emergenza piena, un’eventualità che il tessuto turistico non può permettersi, in quanto è già stato messo a durissima prova. Le diverse dinamiche che si registrano sono legate al differente livello di contagio: risultano più penalizzate le regioni del nord, mentre altre, come l’Umbria, possono contare sul vantaggio competitivo indotto dalla bassa viralità registrata e dalla presenza di grandi spazi che favoriscono un distanziamento naturale ante litteram“.

I mesi del lockdown si sono caratterizzati per un blocco pressoché totale delle attività: è stato così anche per le Guide di Repubblica?
No, la macchina redazionale ed editoriale ha viaggiato a regime. Abbiamo compreso da subito che alla fine dell’emergenza gli italiani avrebbero privilegiato la vacanza domestica, di prossimità, legata alla riscoperta dei territori della penisola. La tabella di marcia di uscita delle Guide – ne sono previste 50 nel corso del 2020 – è confermata. Adesso stiamo lavorando a ritmo serrato, con il mercato che ci sta dando ragione e con i prodotti già in edicola e libreria che stanno riscuotendo un successo superiore alle previsioni“.

– Quali sono le guide pubblicate nel 2020 ed in particolare dopo la fine dell’emergenza?
Durante il lockdown sono uscite 7 guide incentrate sulla gastronomia locale e sui piatti della tradizione, prilivegiando quindi la cucina casalinga così da dare risposta alla domanda emergente che ha visto tanti italiani chiusi in casa tornare ai forni e ai fornelli. Da giugno sono iniziate le uscite a raffica: Roma Eur e Milano Isola, Parco del Vesuvio, il mare della Sicilia, il mare della Toscana, Parco del Circeo e, di recente, i Cammini dell’Emilia Romagna,  oltre a quelle su Rieti e la Sabina, sulla città di Fiume e sulla Ciociaria. Ora è in rampa di lancio quella delle Marche in bicicletta“.

– Quali sono le guide che verrano editate a breve?
Il 10 agosto uscirà “Scoprire l’Italia in motocicletta”, una guida straordinaria realizzata in collaborazione con Anas, con contenuti  coerenti con il momento che stiamo vivendo. Poi ci saranno quella sui “Piatti di casa – Siena”, due sui vini, una relativa al territorio del Sannio e l’altra a quello del Morellino di Scansano. A seguire usciranno le Guide dedicate ad Abruzzo, Lazio, Campania, Lombardia. Ed ancora le Guide al mare della Calabria e al mare del Veneto. Ne è prevista una sui Cammini del Friuli Venezia Giulia ed un’altra dedicata alla città di Udine; altre alimenteranno il filone dei parchi: quello di Monti Lattari, ovvero Positano e Amalfi, quello delle Cinque Terre e, infine, l’Etna“.

L’uscita delle Guide si caratterizzava per dei partecipati eventi pubblici. E ora?
L’ultima presentazione pubblica è stata quella del 18 febbraio per la guida sul quartiere romano della Garbatella, che ha visto la presenza di 700 persone, una situazione al momento improponibile. Da allora siamo passati a degli eventi web in diretta streaming, la cui messa a punto è avvenuta proprio a Todi, dove la guida dedicata alla città è stata oggetto di un dibattito online alla presenza, oltre al sottoscritto, del regista Paolo Genovese, dello scienziato Silvio Garattini, dell’imprenditore Astarita, del sindaco Ruggiano e dell’assessore Ranchicchio. L’ottima riuscita dell’esperimento ci ha indotto ad adottarlo per tutte le nuove presentazioni, con testimonial ed ospiti di assoluto livello, che vengono trasmesse da Repubblica Tv, Repubblica.it e ovviamente dalla pagina FB delle Guide di Repubblica“.

Oltre a quelle legate alle regioni, alla città e ad aree di particolare interesse, avete in programma anche delle novità?
E’ in programma una guida sui prodotti e sulle aree di produzione della mozzarella e poi una sugli oli che riguarda l’Umbria e che…

Aspetti, l’Umbria merita un discorso a parte: cosa bolle in pentola?
Alla regione è riservata grande attenzione. Da qui ad un mese uscirà la nuova Guida “Umbria del silenzio e della natura”, dedicata ai luoghi della contemplazione, anche qui in perfetta sintonia con i tempi che stiamo vivendo. Poi stiamo lavorando ad una Guida su Gubbio e il territorio Eugubino e ad una terza su Narni, Amelia e Sangemini, terre di vini, di acque minerali e di storia e cultura. Poi, come dicevo, in ottobre, è programmata una Guida sugli Oli, con un approccio del tutto inedito, che sperimenteremo proprio in Umbria, che si conferma quindi un laboratorio per Repubblica per la messa a punto di modelli innovativi da replicare poi in altre regioni, nel caso specifico in quelle ad alta vocazione olivicola“.

E poi c’è Todi…
E certo, poi c’è Todi, che sarà protagonista dell’edizione in inglese, frutto di una revisione finalizzata ad adattarla, non solo nella lingua ma anche nei contenuti, al pubblico internazionale. L’uscita è prevista in agosto, con la presentazione programmata, Covid permettendo, in autunno a New York, in un contesto di altissimo livello in direzione del quale si sta lavorando in sintonia con l’Amministrazione comunale: mi riferisco ad una grande mostra sull’arte contemporanea della quale saranno protagonisti Roberto Bernardi e Raphaella Spence. Abbiamo  già edidato guide in cinese, in spagnolo e ovviamente in inglese ma sempre dedicate a regioni o a grandi città metropolitane: anche in questo caso Todi farà da apripista e modello di riferimento per il futuro“.

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