Il 28 maggio il Comune di Deruta emette un avviso di selezione pubblica per il conferimento, a titolo gratuito, dell’incarico di direttore di due importanti musei civici del territorio: il Museo Regionale della Ceramica e la Pinacoteca Comunale. Il primo, fondato nel 1898 dall’intellettuale perugino Francesco Briganti per valorizzare e conservare la secolare tradizione della maiolica derutese, è il più antico museo italiano dedicato all’arte della ceramica. La seconda è sita nel trecentesco Palazzo dei Consoli e contiene, fra gli altri, le opere di Nicolò Alunno, Perugino e Guido Reni.
Abbiamo tutti letto le polemiche e il dibattito sviluppatosi nei social e nei siti d’informazione on line. Non ci interessa entrare nuovamente nel merito di questa nomina ed anzi auguriamo al Prof. Francesco Federico Mancini, uno dei personaggi più importanti e influenti del panorama culturale perugino di poter svolgere pienamente il suo ruolo per il rilancio delle due strutture museali.
Non possiamo però non condividere le critiche piovute dal mondo dei professionisti della cultura locale e nazionale, fra i quali la Confederazione Italiana degli Archeologi e ICOM Italia sulle modalità della selezione a titolo gratuito. Occorre che questo caso non diventi una prassi, sarebbe la fine dell’attività di promozione culturale nella nostra regione.
La riforma Franceschini sulla nomina dei direttori delle eccellenze museali italiane – con i suoi straordinari risultati – ha dimostrato che la promozione dell’Arte e della Cultura sono un fattore di sviluppo economico, di grande attrazione turistica e che necessita di grandi professionalità e competenze e conseguentemente della giusta retribuzione.
Un direttore non è un ruolo di mera rappresentanza ma di impegno fattivo e manageriale per la promozione e la “vita” del museo che non può più essere visto nel 2020 come un mero contenitore di opere d’arte o di oggetti culturalmente interessanti. Va promosso come un prezioso e strategico prodotto per lo sviluppo locale e per la crescita del territorio da un punto di vista culturale ed economico.
Solo con professionisti impiegati con le dovute risorse in termini di impegno e remunerazione sarà possibile promuovere la conoscenza della bellezza dell’Umbria, presente in tutto il territorio, nei borghi come nelle città, per tutelarla e valorizzarla attraverso la creazione di distretti culturali omogenei per identità geografica, antropologica, storica e culturale, così da esaltarne i valori fondanti. Le realtà locali come i musei civici sono gli avamposti e i detentori di questa realtà e devono essere i primi a poterne beneficiare.
Occorre promuovere l’Identità come filo conduttore, come motore delle attività, dalla musica alla danza e al teatro, dalle tradizioni e le feste ai musei, dai parchi archeologici alle ville storiche, dalle arti visive al design, fino alle nuove tecnologie.
Tutto questo permetterà anche un arricchimento dell’offerta turistica, attraverso un’azione di marketing strategico tale da valorizzare in maniera integrata anche la filiera enogastronomica, l’ambiente e il paesaggio. Su queste linee d’indirizzo siamo pronti come CIVICI PER a dare il nostro contributo al dibattito culturale che, anche dopo i fatti di Deruta, deve andare avanti nella giusta direzione per il bene dell’Umbria.









