Mercato libero o maggior tutela? La scelta diventerà presto obbligatoria, perché la seconda opzione cesserà di esistere. Molte famiglie stanno già prendendo provvedimenti per passare al mercato libero: come spiega la guida alle tariffe gas di Vivigas, grazie a questo passaggio il consumatore può infatti scegliere il fornitore che preferisce, in base alle proprie necessità e alle proprie abitudini di consumo in casa. Al contrario, il servizio di maggior tutela fa in modo che le condizioni economiche siano fissate dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente.
Quando si passa al mercato libero?
La nuova data-limite (che sembra essere quella definitiva) per il passaggio obbligato al mercato libero lasciando quello di maggior tutela è stata fissata al 1° gennaio 2022. E, se c’è ancora tempo per scegliere un altro fornitore, tutte le aziende si stanno attrezzando per la nuova tipologia di mercato. A modulare attualmente in positivo per i consumatori le attuali tariffe è stato il periodo di difficoltà appena trascorso, decisamente provante a livello economico per molte famiglie italiane.
Proprio per questo molti distributori di energie elettrica e gas, per invogliare i clienti al cambiamento, all’interno del libero mercato, si stanno muovendo per venire incontro ai clienti, offrendo più servizi e cercando di relazionarsi al meglio. Ma qual è oggi il panorama energetico italiano? Durante il lockdown i consumi domestici delle famiglie italiane sono notevolmente aumentati, mentre già dal mese di maggio sono rientrati nella norma, con una variazione annuale del +1,3% sul corrispettivo mese di maggio 2019.
Cosa scelgono le famiglie
Ma se si è ancora indecisi sull’attuale passaggio o meno al mercato libero, aiuterà sicuramente sapere come sia attualmente spartita la scelta italiana tra quest’ultimo e il mercato di maggior tutela. Stando agli ultimi dati forniti dall’Autorità per l’energia, i passaggi al mercato libero continuano: dei quasi 30 milioni di clienti domestici censiti nel 2019, 15 milioni sono maggior tutela, mentre 14,6 risultano passati al mercato libero, con un guadagno di quest’ultimo del 13,2% di famiglie in più rispetto all’anno precedente. La conseguenza è che a fronte di un milione e 690mila punti di prelievo domestici presi nel mercato tutelato nel 2019, il libero mercato risponde con un milione e 768mila.
Questo confronto mette in netta evidenza che a soli dodici anni dall’apertura del mercato energetico, avvenuta il 1° luglio del 2007, la situazione risulti essere notevolmente cambiata, le famiglie che acquistano dal libero mercato sono cresciute, relegando quello di maggior tutela a poco più della metà dell’intero settore.
Più precisamente sono le regioni centro-settentrionali ad acquistare la porzione maggiore di energia dal mercato libero, mentre nella maggior parte di quelle meridionali sono ancora molto più estesi i servizi di maggior tutela e della salvaguardia rispetto alla media nazionale: 15,9% nella maggior tutela, 1,4% nella salvaguardia e 82,7% nel mercato libero.











