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Inaugurata la mostra d'arte moderna dell'Ente Giostra dell'Arme, che dà continuità ad una tradizione quasi ventennale che ha visto protagonisti artisti quali Dorazio, Matta, Turcato, Burri, Dottori, Greco, Quaglia, E.Rossi, Valentini…
mostra sangemini

L’Ente Giostra dell’Arme di San Gemini non potrà svolgere l’annuale edizione della Giostra per non creare situazioni di rischio alle migliaia di persone che visitano l’antico borgo nel periodo della manifestazione. Non volendo però cancellare del tutto la tradizione delle quarantasei edizioni, caratterizzate negli ultimi diciotto anni anche da mostre d’arte moderna di  qualità, come quelle di Dorazio, Matta, Turcato, Burri, Dottori, Greco, Quaglia, E.Rossi, Valentini…, ha ritenuto di mantenere viva la presenza di San Gemini nel panorama turistico -culturale regionale confermando l’annuale mostra d’arte.

La scelta è caduta su Giuseppe De Gregorio, noto artista spoletino dell’Informale, figura centrale del Gruppo di Spoleto degli anni Cinquanta del Novecento,  nell’anno del centenario della nascita, che nel 2003 tenne l’ultima mostra in vita proprio a San Gemini.
La mostra è articolata in due spazi a San Gemini (Palazzo Vecchio e Stazione di Posta) e a Terni nella biblioteca del Circolo Lavoratori Terni. Sempre a San Gemini, nella suggestiva ex Chiesa di Santa Maria Maddalena, verrà presentata ” Sei dei Sei Il gruppo di Spoleto”, una simbolica esposizione  di sei  opere di  Giuseppe De Gregorio, Filippo Marignoli, Giannetto Orsini, Ugo Rambaldi, Piero Raspi e Bruno Toscano, in ricordo  dello slancio innovativo dell’“informale spoletino” la cui attività ebbe risonanza nazionale.

De Gregorio seguì poi la sua strada sull’onda dell’“ultimo naturalismo”, maturando il suo inconfondibile linguaggio di frammentazione e   ricomposizione di brani della natura, del mare e della storia,  propugnato dal critico Francesco Arcangeli e si affermò come uno dei giovani più promettenti dell’arte in Italia, tant’è che fu invitato alla Biennale di Venezia nel 1964 e alle Quadriennali di Roma del 1955, 1959,1965 e 1986. Espose poi in varie parti d’Italia, a partire dalla storica Galleria romana L’Attico di Sargentini, e poi in varie parti d’Europa e in America. Fin dagli esordi informali si interessò di lui il meglio della giovane critica d’arte italiana: da Calvesi, a Crispolti, De Grada, Carluccio, Valsecchi, Ballo, Marsan, Lara Vinca Masini, tanto per citare alcuni nomi tratti dalla ricca antologia dell’artista.

L’evento espositivo, GIUSEPPE DE GREGORIO Visioni fantasmatiche dei muri scrostati, della terra, del mare e della storia per il centenario è curato da Massimo Duranti, fra i migliori conoscitori dell’arte umbra del ‘900 e da Andrea Baffoni, della nuova leva di storici dell’arte contemporanea umbri, con il coordinamento di Piero Zannori, e la  determinante collaborazione di Daniela De Gregorio, la scrittrice-filosofa, figlia dell’artista,  è corredato da un ampio catalogo con saggi di M.Duranti, A.Baffoni, D.De Gregorio e A.Pesola, con ampi apparati biobibliografici e la riproduzione di tutte le opere in mostra, circa sessantacinque, alcune inedite, che esplorano tutto l’arco espressivo dell’artista. In particolare, i curatori hanno voluto approfondire il mistero e la magia nella produzione di De Gregorio.

L’inaugurazione si è tenuta a San Gemini sabato 26 settembre e si protrarrà fino al 18 ottobre. 

 

 

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