Ebbene sì, sono io, Claudio Peri, l’autore delle misteriose affissioni in Todi in questo ultimo mese. Ho voluto dare notizia, a puntate per attrarre la curiosità delle persone, che “Jacopone da Todi è tornato a Todi”. Nell’ultimo manifesto, che sarà affisso in città il 16 Novembre, c’è un telegramma riassuntivo di tutto quello che vorrei comunicare con la nuova edizione delle Laudi.

Il telegramma dice: “FINALMENTE LEGGERE, COMPRENDERE E AMARE LA POESIA DELLE LAUDI”. Non  è un ordine, ma una preghiera e un invito (“vogliate finalmente…”), il cui senso è contenuto nei tre verbi:

LEGGERE  significa capire il senso delle parole. Molti si sono arresi nella lettura delle laudi per la difficoltà di comprendere la lingua di Jacopone che è il “primo volgare” della letteratura italiana. Nel nuovo libro ogni laude ha una versione italiana a fronte che consente l’immediata e corretta interpretazione delle parole e del pensiero del grande poeta e mistico.

COMPRENDERE significa immedesimarsi nel contesto storico-religioso e nella psicologia di Jacopone: comprendere lui, i suoi sentimenti e i suoi ideali di cui la falsa vita leggendaria ha fatto scempio  per cinque secoli, sottraendoci la possibilità di comprendere il senso profondo e genuino della sua poesia.

AMARE il poeta, provare empatia per la sua vicenda umana e per i contenuti della sua spiritualità. In realtà non si può comprendere se non si ama né è possibile amare se non si comprende.

L’ultima parte di questo messaggio telegrafico parla di “POESIA DELLE LAUDI” perché il leggere, il comprendere e l’amare ci conducono finalmente al piacere e alla gioia della poesia. E’ la bellezza della sua poesia che ha fatto resistere la memoria di Jacopone a cinque secoli di tentativi di alterarla o cancellarla.

Questa nuova edizione delle Laudi si propone di consentire in sequenza di:  1) capire le sue parole e il suo pensiero; 2) comprendere la profondità e attualità del suo messaggio; 3) gustare la bellezza della sua poesia.

In questo tempo miserabile della pandemia, la resilienza di Jacopone, la sua umanità e il suo genio poetico possono essere per noi suoi concittadini un provvidenziale appello alla speranza nel futuro

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