Ho lavorato e atteso tre anni per poter scrivere questo articolo: chiedo a tutti di lasciar cadere i rancori del passato poiché è questo che Jacopone ci chiede insistentemente attraverso le sue laudi
laudi jacopone da todi

Ho lavorato e atteso tre anni per poter scrivere questo articolo. Per poter dire ai miei concittadini, nel foglio più letto e più popolare della mia città, che Jacopone da Todi è stato un grande, anzi un grandissimo poeta e un grande mistico anzi un grande santo, sia pure senza la certificazione del Vaticano.

Per comprendere Jacopone ho avuto bisogno di una mediatrice, Evelyn Underhill, scrittrice e mistica inglese di confessione anglicana, che un secolo fa ha scritto la più bella biografia spirituale di Jacopone che io conosca. Spero di essere anch’io un buon mediatore fra Jacopone e voi con questo libro che contiene tutte le sue Laudi, ognuna con una versione italiana “a fronte”, verso-per-verso; e anche con un commento, per inquadrare ciascuna lauda  nel contesto della spiritualità e della vita di Jacopone. Non sono in concorrenza con i critici e i filologi, che si sono limitati a decifrare il linguaggio di Jacopone, spesso ignorandone i pensieri e le emozioni. Né  ho alcuna intenzione di essere polemico con le gerarchie della Chiesa che hanno perseguito con biasimevole pervicacia l’obiettivo di far dimenticare il vero Jacopone.

Chiedo a tutti di lasciar cadere i rancori del passato poiché è questo che Jacopone ci chiede insistentemente attraverso le sue laudi; come quando, ad esempio, negli ultimi anni della sua vita, esprime la sua meraviglia di poter perdonare tutti e particolarmente quelli che lo hanno insultato e perseguitato (laude XLVI) ; e dice che non solo vuole perdonarli ma anche amarli con amore fraterno e ardente. Amare chi lo insultava era per lui un esercizio di imitazione di Cristo che aveva perdonato dalla croce i suoi carnefici. E quanto alla santità, che veniva gestita dalla Chiesa ufficiale più  per opportunità politiche che per meriti spirituali, dice di considerarla spesso una esibizione di ipocrisia (laude LX), pur onorando e venerando con grande amore alcuni santi come San Francesco, San Paolo e Sant’Agostino.

Oltre alla possibilità di decifrare e comprendere le laudi, questo libro vi offrirà tre importanti letture. La prima è la nota che descrive in appendice la “vera” vita di Jacopone, quella che lui stesso racconta come autobiografia del suo itinerario spirituale. La seconda è quella, sempre in appendice, che descrive le vicende e le macchinazioni con le quali si è tentato di alterare e occultare la figura di Jacopone. La terza è la nota, proprio alla fine del libro, con le testimonianze espresse da autori e studiosi di Paesi e lingue diverse, che fanno di Jacopone uno dei poeti italiani più studiati e amati nel mondo. Vi raccomando di leggere queste tre note prima di leggere le laudi, perché queste tre letture sono come la preparazione del terreno prima della semina: se il terreno non è ben preparato c’è il rischio che il raccolto sia scarso.

Leggendo le laudi, vi prego di notare come lo Jacopone che emerge dalle sue poesie sia quasi esattamente il contrario di quello che è stato descritto nella biografia leggendaria oppure raccontato da critici prevenuti e impreparati. Hanno detto: “Jacopone è il rappresentante di una religiosità tetra, medievale”. E invece Jacopone descrive una religione attualissima, molto vicina alla nostra sensibilità. Hanno detto: “Jacopone è un penitente fanatico, odia il proprio corpo”. E invece Jacopone condanna ogni estremismo, cerca e pratica la moderazione. Hanno detto: “Jacopone ha un pensiero grezzo: è soltanto un giullare”. E invece fu un uomo di grande cultura, che conosceva profondamente le sacre Scritture e i testi della grande filosofia. Hanno detto: “Jacopone è un pessimista, vede tutto nero”. E invece, soprattutto nelle laudi dell’ultimo periodo della sua vita, Jacopone canta la incontenibile gioia dell’amore di Cristo, con versi commoventi e sublimi.

L’incontro con Jacopone è stato un evento importante della mia vita e a lui intendo dedicare il tempo che mi rimane. Il che significa che se qualcuno dei lettori di questo articolo vorrà coinvolgermi in commenti o discussioni o riflessioni su Jacopone  e sulle sue laudi, io ne sarò sempre felice e disponibile.

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