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Sono iscritti ai vari gruppi sportivi organizzati presenti a Todi (Aquile Tuderti e Gruppo Ciclistico Tuderte), Marsciano (Fiab, Marsciano Bike, Freebike, Uc Nestor e Lab), Deruta (Ciclo Club Deruta) e Massa Martana
foto ciclisti

Qualcuno sostiene che “quella della bici è l’unica catena che ti rende libero”. La bicicletta infatti insegna cos’è la fatica, cosa significa salire e scendere, non solo dalle montagne, ma anche nelle fortune e nei dispiaceri: insegna a vivere. Il ciclismo è un lungo viaggio alla ricerca di sé stessi. Quando si sale in sella alla bici, si prova una sensazione di libertà incredibile e l’adrenalina ti porta a voler superare ogni volta i tuoi limiti. In Italia ed in Umbria siamo fortunati: ci sono tantissimi percorsi e itinerari da esplorare con la bici che ti permettono di metterti alla prova con salite ripide e discese veloci, ma con dislivelli differenti, adatti a tutti i livelli di esperienza.

Sarà stata forse una reazione al periodo di forzoso impedimento di tutte le attività a causa delle norme anti Covid emanate nella scorsa primavera ma, dalla fine del “lockdown” ad oggi, si assiste ad una crescita per la passione delle due ruote e le strade della nostra regione sono sempre più percorse da ciclisti sia in gruppo che in solitaria.

Anche se il piano stradale a volte è pieno di buche oppure sconnesso e le banchine vengono decespugliate con ritardo, gli amanti della bici non si lasciano scoraggiare da questi dettagli e li vedi percorrere le nostre campagne ed i nostri paesi, farsi un selfie davanti a qualche monumento o in un punto panoramico, in ogni ora della giornata, vestiti di tutto punto, come i campioni del momento, con maglie, guanti e pantoloncini aderenti dai colori e dai disegni sempre più sgargianti.

Nel comprensorio della Media Valle del Tevere ci sono attualmente almeno 360 atleti a livello amatoriale, di ogni età, iscritti ai vari gruppi sportivi organizzati presenti a Todi (Aquile Tuderti e Gruppo Ciclistico Tuderte), Marsciano (Fiab, Marsciano Bike, Freebike, Uc Nestor e Lab), Deruta (Ciclo Club Deruta) e Massa Martana. Poi ci sono varie centinaia di praticanti “in proprio” che inforcano anch’essi, spesso e volentieri, le due ruote. Ognuno può scegliere la sua specialità preferita su strada con la bici da corsa o fuori strada in mountain bike.

In mezzo a questo piccolo esercito Maurizio Marcelli, del Gruppo Ciclistico Tuderte ed operaio di professione, ci racconta il suo rapporto con la bici una volta dismessa la tuta da lavoro:A seconda delle condizioni meteo esco di solito 4 volte a settimana e percorro mediamente distanze di circa 50 chilometri alla volta che, nei fine settimana, possono diventare anche 90 o 100. L’uscita più lunga è stata di 120 chilometri”.

Diceva Ottavio Bottecchia, primo ciclista italiano a vincere il Tour de France nel 1924 che “Il ciclismo è uno splendido mestiere, fra l’altro assai facile. Ho fatto il boscaiolo nel Friuli e lavorare giorno e notte, con dieci gradi sottozero, è molto più difficile che scalare il Tourmalet e il Galibier insieme“.  Ma a parte la mera dimensione agonistica dei vari campioni, il ciclismo, che fin dall’infanzia fa parte del nostro immaginario sportivo collettivo ed è alla portata di tutti, è uno sport ecologico poichè non inquina ed è quindi “sostenibile”, permette di godere delle bellezze del territorio e, soprattutto, di mantenere il proprio benessere psicofisico.

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