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Originale esecuzione dell'ensemble di chitarra dell'Orchestra della Cocchi-Aosta e del Liceo Jacopone: ogni elemento, lontano dagli altri, ha registrato la propria parte con i mezzi che aveva a disposizione
orchestra musicale todi

Non si può fermare la musica. Non si può fermare l’amicizia, la voglia di stare insieme. L’impegno delle persone di buona volontà è in grado di superare le distanze e di trovare, anche nei momenti più difficili, un nuovo inizio.
Lo hanno fatto i 36 chitarristi dell’orchestra della scuola media Cocchi-Aosta e del Liceo Jacopone da Todi che, guidati dalla passione e dall’impegno del professor Francesco Di Giandomenico, non hanno smesso di esercitarsi,  al punto di voler comunque regalare a se stessi, alle famiglie e alla comunità locale un piccolo originalissimo saggio “a distanza”.

Il risultato è stato “THROUGH THE DISTANCE”, un brano per 36 chitarre, appunto, nato ai tempi del primo lockdown, quando gli studenti, ciascuno dalla propria abitazione, ha avuto contatti da remoto con il mondo attraverso la tecnologia, sperimentandone limiti e grandezze. Ognuno di loro, lontano e distante dagli altri, ha registrato la propria parte con i mezzi che aveva a disposizione (nella maggior parte dei casi, un cellulare).
Questo progetto, altamente simbolico, è stato finalmente condiviso pubblicamente grazie al nuovo dirigente della scuola media “Cocchi-Aosta” Enrico Pasero, il quale, proprio dalle pagine di questo giornale, ha annunciato in una recente intervista che proprio intorno all’orchestra, alla musica e ad esperienze di tale valenza intende costruire un nuovo rapporto fra scuola e città.

“Il brano musicale – si legge sulla home page del sito web della Cocchi-Aosta, dove è stato caricato il video (qui il link per scaricarlo) – è un tentativo di dimostrare che, in ogni circostanza, l’unico vero limite sono la nostra immaginazione e la nostra capacità di impegnarci e che, di conseguenza, a noi e alle nostre intelligenze, spetta la capacità di usare gli strumenti del nostro tempo e di adattarci, come l’acqua la cui forma dipende dal percorso, per trasformare le difficoltà in occasioni”.
E’ proprio vero. “Se non si possono fare grandi cose, si possono fare piccole cose in modo fantastico”.

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