Condividi su facebook
Condividi su twitter
La centrale di committenza fa sapere che sentenze più recenti di quella emessa dal Tar confortano il proprio operato anche in relazione ad altri pronunciamenti in sede comunitaria
veralli-cortesi

In riferimento agli articoli di stampa apparsi recentemente sulla vicenda della casa di residenza Veralli-Cortesi di Todi, interviene ora anche l’amministrazione provinciale di Terni, che ha diffuso una nota per chiarire la propria posizione, che è quella di centrale di committenza e non di stazione appaltante, limitandosi peranto “ad un ruolo meramente tecnico-amministrativo e non di responsabilità decisionale essendo questa rimasta in capo all’ente committente”, ovvero la Veralli-Cortesi.

L’operato degli uffici – si legge nel comunicato – è stato assolutamente rispettoso delle procedure e delle normative in materia di aggiudicazione di servizi di appalto gestionale. In merito al contratto di avvalimento e alla sentenza del Tar dell’Umbria, l’amministrazione provinciale ribadisce quindi la convinzione di aver agito nell’interesse pubblico e nel rispetto delle leggi vigenti, ricorrendo alle possibilità da esse offerte nell’esclusivo interesse del perseguimento degli indirizzi formulati dal committente”.

Pur nel rispetto dei pronunciamenti dell’organo di giustizia amministrativa, la Provincia di Terni tiene poi a precisare “di aver proceduto ad ulteriori approfondimenti della materia in questione rilevando che sentenze più recenti di quella emessa dal Tar dell’Umbria confortano l’operato degli uffici anche in relazione ad altri ed ulteriori pronunciamenti in sede comunitaria”.
La Provincia di Terni fa sapere infine che si riserverà di fornire alla Veralli-Cortesi tutti gli elementi utili per chiarire in modo definitivo gli aspetti giuridici.

condividi su:

Condividi su facebook
Condividi su twitter