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Il tradizionale pellegrinaggio penitenziale che si tiene a Massa Martana ogni due anni è stato sostituito da una messa solenne nella piazza del capoluogo
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La prima domenica del mese di maggio,  ogni due anni, i massetani e le loro famiglie, da molti decenni, sono soliti recarsi in processione al Santuario della Madonna del Fosco nella frazione Castagnola di Giano dell’Umbria, distante circa 17 chilometri da Massa Martana.
La circostanza ha sempre chiamato a raccolta una moltitudine di massetani tra i quali anche molti di essi ormai residenti in altri Comuni e che, statue in spalla e sfidando ogni condizione meteorologica, hanno ripetuto e continueranno a ripetere questo pellegrinaggio penitenziale, iniziato dopo le conseguenze epidemiche che i loro avi subirono a causa e subito dopo il non proprio esaltante episodio di “intolleranza” accaduto a Massa sul finire del ‘700 nei confronti di tal padre Leopoldo da Gaiche, francescano predicatore in missione in terra massetana.

Quest’anno a motivo delle restrizioni imposte dalla pandemia, l’iniziativa è stata preclusa, ma non l’evento in quanto tale che, per volere dei Priori e in accordo con le autorità locali, si è pertanto deciso di svolgere in loco nel rispetto delle normative anti Covid. L’iniziativa è consistita nella celebrazione di una Messa solenne celebrata in piazza Umberto I, cui ha partecipato in forma ufficiale l’Amministrazione Comunale insieme ai cittadini che, nel loro numero, hanno dovuto strettamente tener conto della capienza della piazza appositamente predisposta per la funzione religiosa. Rinnovando così ancora una volta tale gesto a testimonianza di profonda fede cristiana, che si protrae tutt’ora e continuerà nei tempi a venire.

Foto di Luca Balducci

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