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La manifestazione promossa domenica mattina a Pantalla ha ribadito la richiesta di una maggiore chiarezza sulla effettiva riattivazione dei servizi, intesi come veri e propri reparti e non come semplici poliambulatori
ospedale

Centinaia di persone hanno partecipato domenica 6 giugno alla manifestazione a difesa dell’ospedale della media valle del Tevere, promossa dai comitati del territorio. L’affluenza è risultata di gran lunga superiore a quella che nei giorni scorsi ha caratterizzato le celebrazioni per i 10 anni del presidio sanitario.
Malgrado l’annunciata riapertura del Pronto Soccorso annunciata per lunedì, i comitati hanno voluto sottolineare che ad oggi non si intravede con chiarezza e certezza il livello dei servizi che verranno riattivati. La richiesta è quella di un ospedale “come era prima” della pandemia, anzi potenziato alla luce degli investimenti effettuati durante l’emergenza pandemica grazie alle donazioni dei cittadini. E’ stato presentato un documento di 15 punti con indicate le prestazioni che l’ospedale dovrà erogare.
“Non siamo leoni da tastiera – ha detto nel suo intervento Paolo Ferracchiati – ma cittadini preoccupati da oltre un anno del futuro di un ospedale che serve un territorio di 60mila abitanti”. Particolari timori sono stati espressi per le sorti del Punto Nascita.
Il messaggio alle istituzioni è che l’attenzione e il controllo sulla effettiva riattivazione dei servizi, intesi come veri e propri reparti e non come semplici poliambulatori, non diminuirà.

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