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Autori il professor Mollo e il dottor Roberto De Vivo: la pubblicazione è stata edita dalla 2F dell'Istituto Salvatorelli-Moneta di Marsciano
bulli si diventa

Quando, nel nostro contesto locale, affrontiamo tematiche sociali importanti, prima fra tutte quella del bullismo, spesso minimizziamo il problema e lo liquidiamo ripetendo le solite frasi di circostanza che sentiamo sempre pronunciare: “noi in campagna ci salviamo”, “cosa vuoi che sia, sono solo delle sciocchezze scritte sul web”, “sono solo delle ragazzate”. In realtà, il problema del bullismo è diffuso a macchia d’olio, anche nel territorio locale, e molto più gravemente di quanto si possa pensare. A testimoniarlo è l’indagine, somministrata dal Docente Ordinario di Pedagogia dell’Università di Perugia Gaetano Mollo e dal Dottore in “Filosofia ed etica delle relazioni umane” Roberto De Vivo, ed effettuata nell’anno scolastico 2019/2020 su un campione di 90 studenti dell’Istituto omnicomprensivo Salvatorelli-Moneta di Marsciano, dalla quale emerge chiaramente che, in rapporto alla popolazione campionaria oggetto dell’indagine, gli studenti dell’Omnicomprensivo di Marsciano hanno subito il bullismo in maggiore percentuale rispetto al resto d’Italia. In particolare, circa l’81% di una delle classi oggetto dell’indagine ha dichiarato di essere stata insultata una o più volte durante l’anno scolastico (contro il 50% del dato nazionale), di cui l’87% ragazze (a fronte del 55% del dato nazionale).

Ed è proprio da questo sondaggio che il professor Mollo e il dottor De Vivo sono partiti per la loro indagine pedagogica e filosofica sul tema del bullismo, indagine che li ha portati alla stesura del libro “Bulli si diventa”, presentato venerdì 4 giugno al Teatro Concordia di Marsciano. Presenti, oltre ai due co-autori, i ragazzi delle scuole medie del “Salvatorelli-Moneta”, la Segretaria e il Presidente dei Lions di Marsciano Deanna Mannaioli ed Aldo Fulvi, gli Assessori Pilati e Taglia, in rappresentanza della Giunta Comunale, le due insegnanti facenti parte del Comitato ministeriale per la lotta al bullismo Brugolani e Cruciani e i due Dirigenti scolastici del “Salvatorelli-Moneta”, la Preside emerita Boccali e l’attuale Gobbi.

L’affermazione “Bulli si diventa” fa pensare ad un qualcosa di apparentemente contradditorio, ma in realtà è portatrice di un grande insegnamento. Dalla lettura della pubblicazione, infatti, a cura del Lions Club di Marsciano ed edita da 2F, si evince chiaramente che il bullismo nasce spesso dall’insoddisfazione, dalla frustrazione e dalla noia arrecati dalla mancanza di interessi, di stimoli e di punti di riferimento nell’ambiente in cui viviamo, soprattutto in età infantile, in una parola da quello che il filosofo Nietzsche definiva, in una delle sue più celebri opere “La Gaia Scienza”, come“nichilismo”.Da questo status, da questa condizione spirituale del “nichilismo”, che deriva dal latino “nihil”, parola che tradotta in italiano significa non a caso “nulla”, si origina un’assenza di spinta interiore e di valori che porterà poi il futuro adolescente a riversare la propria frustrazione sugli altri e a cercare di colmare il suo vuoto interiore prendendo in giro, sminuendo e ridicolizzando gli altri. Il bullo, dunque, non è una persona cattiva, ma insoddisfatta.

Quindi, una volta che si è preso atto del problema e delle sue cause, il bullismo va combattuto, e, meglio ancora, prevenuto, attraverso l’utilizzo di un’educazione inclusiva e l’insegnamento di valori come quello dell’empatia, del rispetto reciproco e del rifiuto dell’indifferenza. Nel libro, scritto dai due co-autori Mollo e De Vivo, troviamo dei richiami alle teorie dei più celebri filosofi del Novecento, come Martin Heidegger e Sigmund Freud, e del contemporaneo Umberto Galimberti,teorie che rimarcano il decisivo ruolo che la scuola e la famiglia,in sinergia, possono avere per fronteggiare, insieme alle associazioni e alle istituzioni, questo fenomeno tanto oppressivo e ancor più grave in questo anno di pandemia e di confinamento forzato, quando le manifestazioni di bullismo si sono maggiormente concentrate nei “social” e nella “realtà virtuale” (il cosiddetto “cyber-bullismo”).

“Dai dati pubblicati, è evidente che il bullismo va fronteggiato, ma, ancor prima, prevenuto, e per farlo bisogna agire nell’età pre-adolescenziale, quando ancora il fenomeno non si è manifestato. Per raggiungere questo obiettivo, bisogna agire sulla formazione dei bambini fin dall’asilo, facendogli capire il valore del tempo reale, quello vero, trascorso in compagnia della famiglia e degli amici. Le istituzioni devono cominciare a capire la gravità del problema “bullismo”, con una particolare sensibilità verso quello virtuale, che produce più violenza di tutti” concludono con forza il professor Mollo e il dottor De Vivo.

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