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Oltre alle famiglie di Po' Fortunato la viabilità è da sempre utilizzata dai vari frontisti, dagli agricoltori, dalle imprese boschive, dai cacciatori, dai cercatori di funghi o da chi, semplicemente, vuole fare una passeggiata
Foto sbarramento

La recente chiusura o, meglio, lo sbarramento (come testimoniato nella foto) dell’antica strada di “Po’ Fortunato” fra i comuni di Monte Castello di Vibio e San Venanzo è divenuto motivo di malumore e preoccupazione fra i cittadini della zona che, dopo secoli, non potranno più utilizzare la stessa per i loro spostamenti e le loro necessità. La strada in questione insiste in un territorio di grande pregio ambientale e garantisce il collegamento con strade pubbliche, fra la zona di Doglio in località “Torrenera” e le zone di Ripalvella, Felcete e Ospedaletto, oltrepassando il torrente Faena.
Da secoli la strada ha servito, in primo luogo, la famiglia Lipparoni di Po’ Fortunato (ricadente nel comune di San Venanzo) che la utilizzava per i propri spostamenti verso il capoluogo comunale e verso la parrocchia di Ripalvella di cui faceva parte. Si racconta in proposito che, nei primi anni Venti del Novecento, a seguito di una piena del torrente Faena durante un funerale di un componente della famiglia, la bara cadde nelle acque e fu recuperata con una certa difficoltà. Per questi motivi, la famiglia Lipparoni di Pò Fortunato, nel 1921, chiese ed ottenne dalle autorità civili e religiose l‘autorizzazione alla costruzione di un cimitero privato vicino alla propria abitazione.
Oltre alle famiglie di Po’ Fortunato la strada è da sempre utilizzata dai vari frontisti (che sembra che non siano stati interpellati della chiusura), dagli agricoltori, dalle imprese boschive, dai cacciatori, dai cercatori di funghi o da chi, semplicemente, vuole fare una passeggiata a piedi o magari in mountain bike o a cavallo in luoghi incontaminati. Sul letto del torrente Faena è presente anche un guado in cemento per agevolarne l’attraversamento: tutti elementi che fanno propendere per una classificazione della strada qualevicinale ad uso pubblico” ai sensi del vigente Codice della Strada.
Preoccupati per la situazione venutasi a creare, i cittadini, si sono organizzati attraverso una raccolta di firme con la quale rivolgono un appello alle istituzioni pubbliche competenti (comuni di San Venanzo e di Monte Castello di Vibio) per un intervento risolutivo del problema e chiedono di conoscere se vi sia stato il rilascio di autorizzazioni all’apposizione della sbarra, alla costruzione del muro di sbarramento e all’installazione di segnali verticali di “Strada senza uscita” e “Divieto di transito”.
I cittadini fanno inoltre notare che non essendovi altre vie di accesso nelle vicinanze, la sua chiusura comporterà rischi anche per quanto riguarda l’eventuale gestione di emergenze come incendi, alluvioni, passaggio dei mezzi di soccorso, ecc. Una situazione spiacevole e intricata per la quale sarà bene fare presto chiarezza.

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