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La diva debuttò al Teatro Comunale di Todi con la commedia Santarellina, in una giornata di festa per la città di l'8 settembre 1944
lollobrigida

La città di Todi ed il paese di Monte Castello di Vibio, da sempre legati da interessi comuni anche nel campo teatrale, nel lontano 1944/45, hanno fatto da primissimo palcoscenico ad una delle migliori attrici italiane, nonchè diva di Hollywood, Gina Lollobrigida, all’epoca diciassettenne.
Fin dall’estate del 1944, a Todi, subito dopo il passaggio del fronte bellico (preludio della Liberazione) aveva ripreso a funzionare la vecchia filodrammatica composta da “attori” locali non professionisti. 

La fine della guerra e della dittatura si avvicinava e, nei paesi e nelle città dell’Umbria, si cominciava a respirare aria di libertà. Si recitava per divertirtimento ma, soprattutto, per allietare le truppe di liberazione e i numerosi feriti degli alleati.
A Todi la filodrammatica, epurata degli ex fascisti e ricostituitasi subito dopo la partenza delle truppe tedesche, fu ribattezzata con il nome di “Paolo Bravetti”, drammaturgo, attore e regista tuderte di fine Ottocento. 

Nel suo libro autobiografico “Sotto le ali dell’aquila“, edito nel 1992, l’attore tuderte Tore Stella, racconta che un giorno mentre stava allestendo uno spettacolo fu avvicinato da un signore di una certa età, sfollato da Subiaco insieme alla famiglia, che le vicende della guerra avevano spinto dalla provincia di Roma verso l’Umbria. Questi disse di avere una figlia di nome Gina dotata di una bella voce, che cantava canzoni americane in lingua inglese e chiese di poterla inserire in qualche spettacolo.

La sera stessa giunse la nuova debuttante e tutti furono colpiti dalla sua notevole bellezza e dalla sua gradevole voce da soprano leggero. Gina fu accettata subito all’interno della compagnia. Avrebbe cantato in inglese “Polvere di stelle”, “Malinconica luna” e “Caminito”. Per quest’ultima canzone le fu procurato da Tore anche un bellissimo costume spagnolo cui, però, la debuttante Gina, durante la recita, strappò la gonna con il tacco della sua scarpa… La giovane Lollo ebbe così il suo battesimo artistico a Todi e, precisamente, presso il teatro dell’Istituto Agrario, gremito di feriti e di … ammiratori delle belle sfollate. Anche se, secondo il racconto di Stella, non era ancora raffinata ma un pò “ciondolona” fu comunque un successo.

Poco tempo dopo su iniziativa del regista e direttore di scena Luigi Tenneroni fu allestita la commedia brillante in tre atti di Edoardo Scarpetta, Santarellina di cui si conserva il manifesto artistico (nella foto sotto). Nel cast, insieme a tante altre vecchie glorie tuderti fra cui lo stesso Tore nel ruolo del “Marchesino Zoccola”, figurò nuovamente la Lollobrigida nel ruolo di Corinna (prima donna): non fu una recita perfetta neanche stavolta, infatti, secondo Stella, si “impappino'” ma la sua bellezza fece passare in secondo piano l’interpretazione…. Ed anche in questa occasione, la giovane attrice, riuscì a danneggiare una bella vestaglia di taftà rosa prestata per l’occasione da una signora di Terni al povero Tore che in poche settimane, per colpa sua, fece ben due figuracce. 

Stella scrive anche che, diversi anni dopo, chiese proprio alla Lollo, divenuta ormai una Diva, il favore di introdurlo nel mondo del cinema ma,  con sua grande delusione mista a rabbia per l’evidente ingratitudine, non solo l’attrice si rifiutò ma negò persino di averlo mai conosciuto e di aver recitato insieme a lui! Stella ci rimase così male che per tutta la sua vita non vide mai più un film della Lollobrigida.

La commedia Santarellina debuttò al Teatro Comunale in una giornata di festa per la città di Todi, l’8 settembre 1944, ed ebbe un grande successo tanto che fu necessario replicarlo per tre volte.
Poi, agli inizi del 45, lo stesso spettacolo, con lo stesso organico e quindi con la presenza della futura Diva del cinema, fu allestito anche nel vicino teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio riaperto al pubblico già dalla fine del 1943. L’episodio è raccontato, fra gli altri, dallo storico Franco Mancini nel volume “Todi e i suoi castelli” edito nel 1960. 

Per l’occasione, la compagnia che recitò in Santarellina, sotto la direzione di Luigi Tenneroni, era composta da: Gina Lollobrigida, Salvatore (Tore) Stella, Sabatino Gentili, Elda Tenneroni, Nina Cardinali, Graziella Sistarelli, Mirella Casei, Caterina Bartolini, Assunta Mancini, Giovanni Comodini, Mario Aristei, Elso Berti, Guido Valentini, Guido Gabusi, Ivan Grisi e Alfredo Santi. 

I legami fra il teatro montecastellese e la città di Todi proseguirono poi nel 1949 con un altro importante debutto da parte di chi “non ancora celebre ma dotata di tutti i suoi doni vocali” entrerà poi nella storia del melodramma. Si trattò della giovane cantante di ascendenze tuderti, Antonietta Stella (cugina di Tore), all’epoca allieva del Liceo Musicale di Perugia, divenuta poi, nel panorama musicale europeo e americano della seconda metà del Novecento, un soprano di primo piano soprattutto nell’interpretazione del repertorio verdiano. 

 

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