Mercoledì 3 novembre, alle ore 16, nella sede della "Lorenzo Leoni" di Todi, Sonia Montegiove e Daniela Patalini dialogheranno su tre "manuali" pieni di suggerimenti per migliorare l'ecosistema digitale
libri biblioteca comunale todi

Un caffè e tre libri. Oppure tre libri e un caffè. Cambiando l’ordine degli addenti il risultato non cambia. E il risultato che l’iniziativa promossa dalla Biblioteca comunale di Todi (mercoledì 3 novembre, alle ore 16) si propone è quello di tornare ad incontrarsi e a confrontarsi intorno ai libri. Ai libri, appunto, e non ad un solo libro. Non tanto dunque una presentazione canonica quanto un percorso di conoscenza legato ad alcuni titoli su un determinato argomento di attualità.

E cosa c’è di più attuale di quel che avviene dentro ai social network, le cui dinamiche finiscono per riflettersi ed influenzare anche lo svolgersi della vita reale, con gli stessi tg televisivi e giornali che ormai attingono a piene mani da quel che si svolge nel web? Come essere presenti sui social, come relazionarsi con gli altri, come gestire le diversità – sociali, culturali, politiche, sportive… – senza potersi avvalere di alcuna mediazione e alla velocità che spesso ci lasciamo imporre dalle nuove tecnologie: questi i temi dei tre libri che verranno proposti da Sonia Montegiove, giornalista esperta di digitale, e da Daniela Patalini, docente della scuola media Cocchi-Aosta di Todi.

I tre testi sono “Libera il futuro. Quindici lezioni dal digitale per migliorare il nostro mondo” di Mafe De Baggis , “#Odio. Manuale di resistenza alla violenza delle parole” di Federico Faloppa e “La disputa felice” di Bruno Mastroianni. L’appuntamento con i libri (e il caffè) è per mercoledì 3 novembre, alle ore 16, nella sede della Biblioteca comunale “Lorenzo Leoni” di Todi.

Libera il futuro. Quindici lezioni dal digitale per migliorare il nostro mondo di Mafe De Baggis
Ha senso parlare di futuro nell’ora più buia, quella in cui tutto sembra perduto? Sì, perché nelle storie è quella in cui facciamo appello alle nostre migliori energie e ribaltiamo la situazione. O almeno ci proviamo. In un intreccio di ricordi, libri, viaggi, film, storytelling, esercizi e design thinking, Mafe de Baggis propone un metodo per affrontare problemi personali e sociali nato dall’esperienza fatta in trent’anni di vita in rete, innamorandosi, lavorandoci, facendo amicizia, discutendo e scuotendo tantissimo la testa. “Abbiamo rotto Internet e possiamo aggiustarla” è una delle conclusioni, purché accettiamo di dover mettere in discussione quello che crediamo di sapere. Ci lamentiamo sempre della velocità della tecnologia. Ma se invece di spaventarci ci fermassimo a riflettere ci sorprenderemmo a pensare in un modo diverso, che tiene insieme il web e la natura, la realtà sensibile e quella digitale, la mente e il corpo. E ci rende più agili, più flessibili, più leggeri. Si chiama digital mindset e ha cambiato il mondo in cui viviamo. Ma noi, che cosa abbiamo imparato?

#Odio. Manuale di resistenza alla violenza delle parole di Federico Faloppa
Quando il 10 maggio del 2020 la notizia della liberazione di Silvia Romano si diffonde nei social, la giovane rapita in Kenya diviene in pochi istanti il bersaglio di attacchi di ogni genere, tra auguri di morte, rabbiose accuse contro il mondo del volontariato, generici insulti sessisti. È bastato questo episodio per ricordarci la portata e la violenza di un fenomeno che la retorica dell'”Andrà tutto bene” sembrava aver ridimensionato. Ma che invece è più esplosivo che mai. Il discorso d’odio, o hate speech, non è di certo una novità, ma nell’epoca 2.0 ha trovato il modo di dilagare ovunque, inquinando e polarizzando ogni canale del dibattito pubblico: dai social ai media tradizionali, fino ai discorsi quotidiani al bar, è stato sdoganato, e in alcuni casi istituzionalizzato, un linguaggio via via più violento e pervasivo, ma allo stesso tempo sfuggente e polimorfico. Come avverte il linguista Federico Faloppa, infatti, le parole che feriscono non sono solo gli incitamenti all’odio urlati in maiuscolo dai leoni da tastiera o le invettive dei corsivisti più spregiudicati. Da sempre il discorso d’odio agisce anche in modo subdolo, politicamente trasversale e in forme meno esplicite: con metafore, reticenze e false ironie si esprime spesso al riparo da accuse e provvedimenti giudiziari, disseminando parole offensive, narrazioni stereotipate, stratagemmi retorici capaci di fomentare, in sordina, vecchi e nuovi hater. #Odio è un atipico manuale di resistenza che non si limita a setacciare la cronaca dei nostri giorni ma che del discorso d’odio ricostruisce una genealogia storico-giuridica, indica le spie linguistiche, fornisce strumenti di contrasto. Perché solo riflettendo sui limiti della nostra idea di hate speech e sui suoi complessi meccanismi possiamo provare a fermare la marea montante dei discorsi e dei fenomeni d’odio. E ritrovare il senso, inclusivo, della nostra società.

La disputa felice di Bruno Mastroianni
Grazie al web siamo diventati tutti più vicini, ma non automaticamente dei “buoni vicini”. Le tecnologie digitali ci hanno messo in una condizione di costante confronto: sui social network diversi mondi – culturali, sociali, religiosi – si incontrano ogni giorno, senza mediazioni. Per farsi capire oggi occorre saper affrontare questa relazione quotidiana con la diversità dell’altro. In questo testo si offre una guida sintetica per imparare a sostenere il proprio punto di vista davanti a chi non è d’accordo, senza litigare ma anche senza scadere nell’asettico politically correct, per costruire confronti pieni di gusto e soddisfazione. È la disputa felice.

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