Umbria e Toscana si assomigliano. Si dice spesso a livello di paesaggio, ma lo diceva trent’anni fa anche la Fondazione Agnelli nel suo studio sulle macroregioni. Alla base di tutto ci sono numeri, necessità ed opportunità comuni, elementi da cui discende la possibilità di integrare molto servizi in un’ottica di economia di scala. E se le istituzioni pubbliche prendono tempo, altri soggetti hanno già adottato un’organizzazione caratterizzata dal “regionalismo differenziato”. Ultimo in ordine di tempo, lunedì 22 novembre, il Collegio dei Periti Agrari e Periti Agrari delle due regioni, convolati a giuste nozze dal notaio per dare vita ad una Federazione umbro-toscana che rappresenterà oltre 1200 iscritti.
L’aggregazione è il punto di arrivo di un percorso di collaborazione avviato già da un paio d’anni, durante i quali i quattro collegi costituenti la federazione hanno collaborato con l’obiettivo di migliorare l’aggiornamento professionale e la visibilità della professione. Numerosi sono stati infatti i corsi di formazione e di aggiornamento che in questo periodo sono stati organizzati: per ispettore biologico, consulente bio, prelazione agraria, fertilità dei suoli viticoli, tanto per citare i più partecipati, sia dai giovani iscritti che dai veterani. “Non è stata un’impresa facile – evidenzia Antonio Sacchini, coordinatore dei Collegi della Toscana – se si pensa che gli ambiti territoriali di partenza erano quelli di Siena, Arezzo e Firenze, di Grosseto, di Lucca, Pisa, Pistoia, Livorno, Massa Carrara e delle province umbre di Perugia e Terni”.
La neonata Federazione avrà un ruolo di rappresentanza, potrà compiere studi, formare, assistere e supportare gli iscritti, affinché gli stessi possano continuare ad essere una parte attiva del comparto agroalimentare. E questo anche nella consapevolezza che il Collegio, espressione di una comunità di tecnici caratterizzata da professionalità sempre più ampie e al tempo stesso più specifiche, è coinvolto in un processo di cambiamento chiamato alla doppia sfida della transizione ecologica e digitale.
“Insieme ai colleghi della Toscana – sottolinea Guido Salvadori, presidente del Collegio dei periti agrari dell’Umbria – abbiamo deciso di guardare avanti, anche per proporci quale parte attiva nel PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, all’interno del quale l’agricoltura rappresenta una componente importante in ambiti cruciali quali quelli della rigenerazione ambientale e paesaggistica, della valorizzazione della qualità delle produzioni, della certificazione e sicurezza delle filiere alimentari”.









