Dopo anni di polemiche, per i cittadini di Olmeto di Marsciano, si torna a parlare di biodigestore, ad oltre 10 anni dalla chiusura dell’impianto. A segnalare la questione il Comitato Antinquinamento Marsciano che contesta l’atto dell’Amministrazione Comunale di Marsciano, avvenuto con delibera di Giunta n. 20 del 09/02/2022, con la quale viene chiesto alla Regione Umbria l’inserimento dell’impianto di Olmeto, fra gli impianti regionali per il trattamento dei rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata. Nel vecchio stabilimento è prevista la realizzazione di un nuovo impianto a Biogas/Biometano dove verrebbero trattate circa 60.000 tonnellate di materiale all’anno.
“I rischi legati al trattamento di materiali organici e alla produzione di biogas sono tristemente noti alla popolazione marscianese con le vicende del famigerato Biodigestore – dicono dal Comitato – che per decenni ha provocato enormi disagi nel nostro territorio. Non riusciamo a capire cosa spinga l’amministrazione comunale ad avallare la realizzazione di un nuovo impianto, che farebbe di Marsciano un polo regionale per il trattamento dei rifiuti organici, con tutte le problematiche connesse. Ribadiamo che tali centrali possono produrre emissioni in atmosfera e quindi dovrebbero essere poste lontano dai centri abitati per tutelare la qualità della vita dei cittadini.
Oltre a questo la viabilità dell’intero territorio comunale sarebbe gravemente compromessa dal transito di numerosi mezzi pesanti, con peggioramento del manto stradale e soprattutto con ulteriore inquinamento atmosferico. Per tutto questo il Comitato Antinquinamento si opporrà fermamente a tale ipotesi e invita tutti i cittadini a mobilitarsi ed informarsi per tutelare la vivibilità del nostro territorio”.
Nel giugno dello scorso anno, presso l’impianto si era tenuto un incontro tra il sindaco di Marsciano Francesca Mele, il Senatore Luca Briziarelli e Francesco Montanaro presidente di SIA. Nel corso di quell’incontro era stata espressa la necessità di trovare una soluzione per un intervento di riqualificazione, in chiave di sostenibilità ambientale e paesaggistica, di tutto il sito.
“Di fronte allo stato di degrado in cui versano tante delle strutture e degli spazi presenti nell’area, abbandonati a se stessi per anni – aveva sottolineato il sindaco Francesca Mele – è ora il momento di individuare soluzioni innovative, seppure non di facile e veloce attuazione. Per questo sarà importante cogliere anche le opportunità rappresentate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza”.









