“Gli effetti economici in termini di incrementi del costo dell’energia e delle materie prime derivanti dal conflitto Russia-Ucraina, come noto, stanno interessando parte consistente del sistema produttivo nazionale e regionale. L’Assessorato allo Sviluppo Economico ha attivato interlocuzioni con le associazioni di categoria ed imprese anche del comparto agroalimentare e tra queste con la governance aziendale di Colussi Spa, per acquisire elementi informativi in ordine all’evoluzione della situazione”. È quanto rende noto l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria, Michele Fioroni.
“Dai colloqui di quest’ultima, è emerso – dichiara l’assessore – un quadro di attenta valutazione e monitoraggio degli impatti congiunturali derivanti dai rincari delle materie prime sul ciclo produttivo, per cui l’azienda è impegnata nell’attuazione delle conseguenti ordinarie misure di gestione delle attività produttive e di riallineamento del ciclo delle scorte“.
Ricordiamo, come evidenziato nel sito web di Colussi, che non ci sono ipotesi di chiusure o licenziamenti, ma solo la scelta forzata dell’istituzione della cassa integrazione, legata alla congiuntura internazionale.
“La grave e straordinaria congiuntura internazionale – si legge sul sito dell’azienda – che ha pesantemente colpito l’economia nazionale e il comparto agro-alimentare creatasi a seguito dell’avvio del conflitto tra Russia e Ucraina, sta avendo, inevitabilmente, parziali ripercussioni anche sulle attività del Gruppo Colussi. Lo scorso 31 marzo l’Azienda ha incontrato la rsu e le Organizzazioni sindacali territoriali per illustrare le misure che saranno adottate per fare fronte alla straordinaria congiuntura economica nazionale e internazionale che ci auguriamo sia temporanea.
In particolare è stato condiviso un percorso di Cassa integrazione ordinaria – e non di licenziamenti o chiusure aziendali come erroneamente riportato da alcuni siti e organi di stampa – che ha l’obiettivo di minimizzare gli effetti legati agli incrementi speculativi dei prezzi delle materie prime e dei costi energetici attraverso un utilizzo moderato dello strumento per consentire uno spegnimento alternato e selettivo di alcune linee di produzione, in base all’approvvigionamento e alla disponibilità di materie prime e di materiali di confezionamento nonché alle mutate richieste del mercato e dei clienti. La cassa integrazione ordinaria coinvolgerà a rotazione ed in modo parziale il personale di stabilimento.
L’incontro con le Organizzazioni Sindacali è stata anche l’occasione per rinnovare la centralità del sito di Petrignano nell’ambito della strategia industriale del Gruppo che vede confermare gli importanti investimenti sullo stabilimento e che consentiranno di rinnovare e potenziare completamente 3 delle 6 linee di produzione entro la fine dell’anno 2022″.









