E' uscito il secondo libro del giovane tuderte, noto anche per il suo impegno politico, che stavolta racconta gli "effetti collaterali" dell'esperimento al quale si è sottoposto: riuscire a non usare le piattaforme di condivisione virtuale
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E’ già da due giorni negli store online e lo sarà a breve anche nelle librerie il nuovo libro del tuderte Andrea Vannini. Già, nuovo, perchè segue quello d’esordio, uscito circa un anno fa: “Vivi a passo veloce, riflessioni ai tempi del Coronavirus”. L’autore stavolta, noto nella comunità locale anche grazie alla sua presenza sui social network, si è fatto cavia di un esperimento sociale, ovvero di vivere per un mese fuori proprio dalle piattaforme di condivisione.

“Off line. Un mese senza social: effetti collaterali e consiglio per superarli”, questo il titolo del libro (Gambini Editore, 164 pagine, euro 15) è la cronaca, giorno per giorno, di un’esperienza (e delle riflessioni conseguenti) apparentamente semplice, ovvero restare disconnessi da un mondo che fa parte ormai, nella maggior parte dei casi, della nostra dimensione quotidiana, tanto da generare degli stati di vera e propria dipendenza dei quali molto spesso non si ha la vera percepezione.

Quale ruolo hanno i social nella nostra vita? E quanto siamo consapevoli della dipendenza a cui ci costringono? Sono queste le prime domande alle quali Andrea Vannini prova a rispondere staccando la spina dai social dove è presente e raccontando, giorno per giorno, la sua “disintossicazione”, osservarne gli effetti, appuntandosi quotidianamente reazioni, comportamenti, pensieri.

Le considerazioni via via emerse sono confluite in una sorta di diario di quella che in apparenza sembra essere una “seconda vita”, ma è in realtà la vita vera, soffocata da un habitat virtuale capace di diventare il filtro tramite il quale ogni evento della nostra vita viene vagliato e attraverso cui passa la valutazione di ogni nostro gesto e pensiero.

Quella di Vannini è una scrittura caratterizzata da un flusso libero di coscienza, uno stile colloquiale e spontaneo che mescola dialoghi, esperienza personale e considerazioni generali. Il lettore diventa così il terminale di un dialogo confidenziale, nel quale vengono registrati ogni sconfitta e ogni progresso, invitando a un ragionamento più ampio sulle trasformazioni che investono la sfera delle relazioni interpersonali e sociali.

 

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