“Mi sembra che sin qui, la campagna elettorale sia molto sotto tono. Non sento il clima fra i cittadini e soprattutto non si è aperto quel confronto necessario per far capire agli elettori che ci sono in campo diverse proposte molto diverse fra loro. Proveremo noi a dare una sterzata alla campagna elettorale”.
“Rispetto a cinque anni fa per noi le differenze sono sostanziali. La volta scorsa eravamo scesi in campo con un anno di anticipo rispetto alle altre coalizioni, avendo la necessità di farci conoscere e di definire un quadro civico come mai prima c’era stato a Todi. Stavolta partiamo da un’esperienza consolidata, un gruppo di persone che da anni lavorano e si confrontano e dalla presenza di forze politiche che l’altra volta non avevamo”.
“Nulla di particolare. Fino ad oggi sono stato totalmente assorbito dalla costruzione del nostro percorso. Posso solo confermare la mia stima e amicizia personale nei confronti di entrambi, consapevole delle differenze politiche che ci separano”.
“Non possiamo purtroppo che partire dalla questione legata al nostro ospedale e ai servizi sanitari territoriali. Credo che il depotenziamento di questa struttura sia uno dei danni più gravi mai fatti alla comunità locale. Va fatta una battaglia campale, a partire dai livelli istituzionali, per ridefinire il ruolo fondamentale di questa struttura non solo rispetto alla Media Valle del Tevere, ma dell’intera regione. La seconda questione è legata al pesante calo demografico, a nostro avviso, conseguenza della crisi economica ed occupazionale del territorio. Va ridefinito un modello di sviluppo per Todi. Non servono interventi spot, ma una nuova visione che punti su nuovi settori strategici. Sostegno alle PMI, all’artigianato, al commercio e all’agricoltura. Nuove politiche mirate per un turismo di qualità. E l’idea che Todi abbia le caratteristiche per sviluppare al massimo il terzo settore, valorizzando la sua posizione strategica, le sue strutture pubbliche e il suo essere un naturale polo di riferimento nel campo dell’istruzione e della formazione. Abbiamo idee concrete ed importanti su questo”.
Quale altro elemento è più qualificante nella vostra proposta rispetto alle altre?
“La nostra proposta è in radicale discontinuità con tutti i precedenti governi, perché prova a ridefinire l’identità e una prospettiva per Todi. Partiamo da un dato di fatto: se la città si spopola, vuol dire che le cose non funzionano. Non ci sono margini di interpretazione. Quindi bisogna adottare altre strategie. Un esempio: stiamo lavorando ad un progetto (grazie al supporto di professionisti di livello nazionale) per realizzare a Todi un centro di alta formazione sulle competenze orizzontali, per imprenditori e manager di tutta Italia. Un’idea da realizzare in sinergia con le principali università e le associazioni di categoria nazionali. Un progetto per portare nella nostra città ogni giorno, tutto l’anno, centinaia di professionisti, con effetti positivi immediati e potenziali grandi opportunità. Questo è quello che faremo”.
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