49 osterie in guida di cui 4 novità e 6 chiocciole: questi i numeri dell’Umbria nella nuova edizione di Osterie d’Italia. Torna lo storico sussidiario del mangiarbere all’italiana: disponibile in tutte le librerie e sullo store online di Slow Food Editore, la trentatreesima edizione di Osterie d’Italia racconta la ristorazione italiana più autentica e di qualità attraverso le visite e le recensioni di più di 240 collaboratori sparsi in tutta Italia, in una rete fitta e capillare.
La nuova edizione raccoglie 1730 indirizzi di osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati per la cucina territoriale, la rigorosa selezione degli ingredienti e il prezzo giusto, e introduce tre nuovi simboli per raccontare in modo più ampio e dettagliato l’offerta dei locali recensiti: il simbolo del pane, assegnato alle osterie con un eccellente cestino del pane e di prodotti da forno, autoprodotti o reperiti da fornai di qualità; il simbolo dell’olio, ai locali che valorizzano l’olio extravergine d’oliva sia a tavola che in cucina, secondo una selezione oculata di prodotti d’eccellenza e rappresentativi del territorio; il riconoscimento del Bere Bene, assegnato a quelle osterie che offrono, accanto o in sostituzione a una valida proposta di vini, una selezione di bevande alcoliche e non – birre artigianali, distillati, cocktail ma anche succhi, estratti e infusi – scelti con attenzione e personalità.
Ricette semplici della tradizione contadina e ingredienti radicati nella cultura rurale umbra: che siano frutto di un ossequioso rispetto delle tecniche della nonna o di un’interpretazione dettata dal gusto, i piatti delle osterie in guida hanno come denominatore comune la semplicità. In particolare, osti e ostesse che hanno optato per un lavoro di interpretazione della tradizione propongono piatti dietro i quali si intravedono partecipazione al dibattito attuale sulla cucina, studio di tecniche innovative e conoscenza degli ingredienti.
Tartufi ed erbe spontanee finiscono in preparazioni essenziali accanto ad altri prodotti di forte identità locale come l’olio extravergine di oliva: la Dop Umbria ha cinque sottozone, capaci di dare a uno stesso piatto retrogusti diversi. La pasta è spesso fatta in casa, valorizzata con la riscoperta recente delle farine da grani antichi. Dal farro alla fagiolina del Trasimeno, cereali e legumi sono al cuore di un lavoro di recupero. I nostri cuochi si cimentano nella cottura di piccioni, conigli, animali da cortile in genere, ma anche di maiali e bovini di razze autoctone. Quanto ai dolci, dimenticate l’alta pasticceria: il pasto si chiude con proposte di solida origine contadina. Quella delle osterie dell’Umbria, in sostanza, è una cucina tanto essenziale e antica da essere moderna.
Le chiocciole dell’Umbria
L’Acquario – Castiglione del Lago (PG)
La Miniera di Galparino – Città di Castello (PG)
Tipico Osteria dei Sensi – Montone (PG)
I Birbi – Perugia
Stella – Perugia
Il Capanno – Spoleto (PG)
I numeri della guida
•1730 osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati
•più di 240 collaboratori sparsi su tutto il territorio italiano
•139 novità
•270 locali premiati con la Chiocciola per l’eccellente proposta e per l’ambiente, la cucina e l’accoglienza in sintonia con Slow Food
•126 locali premiati con il Bere Bene, un nuovo riconoscimento per la curata selezione di bevande: birre artigianali, succhi, infusi, cocktail e distillati
•450 locali premiati con la Bottiglia per la curata selezione di vini











